giovedì 14 agosto 2008

Nutria, simpatico abitante dell'Oasi WWF di Persano




La nutria, Myocastor coypus, è un grosso roditore acquatico molto simile al castoro facilmente rinvenibile nel fiume Sele e, in particolare, presso l’Oasi WWF di Persano. Originario dell’America Meridionale, è giunta in Italia in conseguenza del commercio di animali da pelliccia ed i soggetti attualmente presenti nelle nostre zone discendono direttamente da animali fuggiti dagli allevamenti. Ha una folta pelliccia e uno spesso strato di grasso sottocutaneo ad azione isolante che le permettono di mantenere costante la temperatura corporea anche nelle fredde acque invernali. Ha coda robusta, muscolosa, squamosa e coperta di setole piuttosto rade. Il corpo è tozzo e compatto. Le zampe anteriori sono molto più corte delle posteriori e presentano alle estremità quattro dita palmate mentre il pollice è libero. Le orecchie e gli occhi sono piccoli; gli incisivi sono lunghi, affilati, di colore aranciato e sporgono dal margine labiale. Il maschio è di dimensioni maggiori della femmina. La femmina presenta quattro paia di mammelle toraciche in posizione latero-dorsale. La nutria è strettamente vegetariana e la sua dieta si basa prevalentemente su alghe e piante acquatiche quali ninfee, germogli di cannuccia ed altre piante igrofile comunemente reperibili lungo i corsi d’acqua. In caso di scarsità di cibo si può nutrire di qualunque vegetale e spingersi fino anche ai campi coltivati provocando danni spesso ingenti alle colture dove predilige mais e barbabietola da zucchero. Le nutrie che abitano i corsi d’acqua nelle vicinanze di zone abitate riescono ad abituarsi alla presenza umana pur mantenendo una certa diffidenza. In questi caso accettano molto volentieri alimenti quali pane, biscotti e frutta che vengono lanciati loro dagli spettatori.

5 commenti:

Luigi Morsello ha detto...

No, non commento, perchè il titolare del blog sei tu e tu devi rispondere ai commenti, non una terza persona !

Luigi Morsello ha detto...

A parte che in Lombardia, nelle specie nel lodigiano, le nutrie sono diventate delle vere 'calamità naturali' per la loro proliferazione incontrollata, con gravi danni per l'agricoltura, ma scritto così riesci a capire a chi, a quanti può interessare di conoscere le nutrie ?
Un po' più di 'verve' !

NUOVO CINGHIALE CASALE ha detto...

Quando ne ho vista per la prima dal vero una in un centro abitato era talmente grossa che l'avevo scambiata per un gatto. Pesante...

Tursiops ha detto...

Ciao a tutti!
Purtroppo c'e' tanta disinformazione sulle nutrie (in realta' sono proprio castori, il vero nome e' Coypu e la nutria in se non esiste perche' nutria significa lontra e sono due animali diversissimi).
A causa dei cacciatori e dei piani di abbattimento le Nutrie stanno proliferando di piu' e conoscere la nutria e' importante per arginare questo fenomeno. Finche' l'uomo predica male e razzola peggio non si arrivera' da nessuna parte.
C'e' da dire che dietro alle nutrie c'e' un buon business per agricoltori e cacciatori.

Anonimo ha detto...

Salve a tutti...
Io non lo so se questo mio commento sia inopportuno, ma proprio non ce la faccio a tenermelo per me...
Di tutti i post che ho letto finora su questo blog (alcuni dei quali condivido e altri dei quali invece mi lasciano perplesso...) questo è senza dubbio quello più controverso.
Inoltre noto che la moderazione dei commenti è attiva e mancano alcuni pezzetti di commenti, perciò cercherò di non essere polemico ma piuttosto costruttivo.
La nutria, simpatica o meno che sia, di certo non è un "abitante" dell'oasi di persano, ma piuttosto un "ospite". Se non si può attribuire a questi animali la colpa (tutta nostra) di essere presenti nell'oasi, di certo non si può negare che il loro comportamento istintivo è parecchio dannoso per le specie (quelle sì) "abitanti" nel vero senso della parola, a persano.
Basta cercare in rete qualche articolo scientifico ( http://scholar.google.it/scholar?q=myocastor+coypus&btnG=Cerca&hl=it) per capire come le nutrie,essendosi evolute in ecosistemi diversi dal nostro, possano avere un impatto notevole su un ambiente non "adatto", ovvero sulle sponde dei corsi d'acqua in cui vivono "per sbaglio".
Scontato dire che, più di ogni altro (svasso maggiore e co.), chi soffre della presenza delle nutrie sia proprio la lontra, la cui protezione, per i motivi ben noti a tutti, è di estrema necessità là dove ancora questo animale è presente.
Io credo che non si debba essere ciechi di fronte agli errori passati, cercando di considerare naturale l'attuale status dei nostri ambienti.
Se le nutrie sono presenti è perchè ce le abbiamo fatte arrivare noi, così come se le lontre sono quasi estinte è perchè noi gli abbiamo tolto i posti in cui poter vivere. Perciò, più che in ogni altro posto, proprio a persano dove la lontra è presente, credo sia importante restituire i caratteri di originalità propri di quell'ecosistema in cui le nutrie non esistevano...

Alessandro F.
dott. in Scienze forestali e ambientali