sabato 30 agosto 2008

Piano Migliato nel degrado, la denuncia del WWF


È preoccupante la situazione in cui versa in questi ultimi giorni il Piano Migliato di Calabritto. A raccontarci la situazione è Vincenzo Armenante, vicepresidenta del Wwf Campania.
“A nulla sono valse le rimostranze del WWF e di altre Associazioni tendenti a sconsigliare la messa in opera di queste strutture in località Piano Migliato, il più bel pianoro dei Picentini per la fioritura di Narcisi e Viole che si possono osservare in questo posto in primavera, con la presenza di un esemplare di Faggio eccezionale, del Picchio nero, del Nibbio reale, di tante altre essenze floristiche e specie faunistiche,compreso il Lupo. Durante gli incontri del tavolo del partenariato - PIT Parco fondi POR 2000/6-- per questo e per tutti gli altri progetti che si ritenevano negativi da realizzare (sperpero) e deleteri per gli aspetti naturalistici furono segnalati tutti, anche all'autorità ambientale che diede, tuttavia, il Nulla Osta alla realizzazione. Essendo quest'area ubicata in SIC e ZPS non si sa se fu fatta, seriamente, la Valutazione d'Incidenza. Le motivazioni contrarie sono dettate dalla presenza a pochi chilometri dell'altopiano Laceno , ben organizzato e con strutture di accoglienza simili; la valenza naturalistica è notevole. Si segnala, inoltre, l'inserimento di quest'area in zona C del Parco: un'assurdità. Su questa scelta tutti gli Enti hanno taciuto e non é stato mai sentito il Comitato Consultivo per le Aree Protette. L'impossibilità di una gestione non conveniente a qualcuno che giustifica la sua posizione sostenendo che il progetto che non avrebbe attratto visitatori”.
Ha verificato di persona la situazione?
“Si, uno di questi sabato, fine agosto, ho fato una bella passeggiata con la mia famiglia nella zona. In piena estate ed in una giornata incantevole, le persone presenti erano una ventina con 7 macchine, compresa la mia. Ho notato con rammarico che non c’era nessuna persona addetta alla sorveglianza, feci di vacca che ricoprivano tutta l’area e alcune strutture, come la staccionata, in pieno decadimento. E' presente un cartello in cui ognuno, entrando nell'area, si assume la responsabilità in caso di incidenti. Gli attrezzi possono essere utilizzati liberamente. Questo stato di cose é verificabile per altre strutture in zona B del parco. E' possibile che in tutte le altre Aree Protette campane, che abbiano fruito di questi fondi, molteplici sono i progetti che abbiano mal speso i contributi : non abbiano attratto turismo ed abbiano arrecato gravissimi danni agli ambienti naturali di superficie ed ipogei come la Grotta del Caliendo (PR Monti Picentini) ,presso il Piano Laceno ,nel Comune di Bagnoli Irpino”.
Cronache del Mezzogiorno del 30 agosto 2008

Tartaruga Caretta caretta salvata in zona Lago

Battipaglia-Tartaruga Caretta caretta è stata tratta in salvo dalla capitaneria di porto. E' successo nella mattina di ieri, intorno alle dieci. Presso la sala operativa del comando è giunta una segnalazione da parte di alcuni diportisti della presenza di una tartaruga marina con un amo impigliato a circa due miglia dalla costa nelle acque antistanti il Lido Lago di Battipaglia. Immediatamente si è provveduti ad inviare in zona il dipendente gommone G. C. B 69, il quale giunto in zona ha subito accertato che si trattava di una tartaruga marina appartenente alla specie Caretta caretta di circa 80 cm. La stessa tartaruga presentava un amo conficcato nella parte posteriore destra. Il personale a bordo dell'unità ha subito provveduto a liberare la tartaruga dall'amo permettendole di riprendere il mare regolarmente.

venerdì 29 agosto 2008

L'immagine si fa più chiara...


Chi cerca trova... se ci riesce... :-)

giovedì 28 agosto 2008

Ed ecco una bella lezione di educazione ambientale da parte dell'Assessore alla Sicurezza, Massimo D'Ambrosio


Riporto questa intervista fatta all'assessore D'Ambrosio perchè ritengo che se non impariamo a rispettare il prossimo, le leggi, le regole della buona educazione ( anche ambientale!) e gli spazi che esso occupa, non possiamo aver la giusta sensibilità e rispetto per la Natura...
Continua instancabile l’opera di sorveglianza del Comune di Campagna e, in particolare, dell’Assessore al Commercio Massimo d’Ambrosio. Non è riuscito il caldo che ha contraddistinto questo mese di agosto, oramai agli sgoccioli, ad ostacolare l’azione di tutela ambientale e del territorio svolta dall’assessore, che sta dando risultati notevoli. Notizia di queste ultime ore è che l’assessore Massimo D’Ambrosio ha preparato una circolare indirizzata ai commercianti, affinché si mettano in regola e rispettino la legge nell’occupazione di suolo pubblico.
Assessore D’Ambrosio, ci vuol parlare di questa iniziativa?
“Girando per la città, ho avuto modo di notare piccoli abusi edilizi e di raccogliere lamentele da parte di alcuni negozianti. Ho deciso quindi, di far partire una circolare in cui chiedo ai commercianti di mettersi in regola. La circolare si rivolge soprattutto a bar, circoli e ristoranti; è come se Campagna stesse diventando terra di nessuno. Quello che si sta verificando lo potrei definire un “effetto domino”, una specie di reazione a catena, in quanto inizia un bar a mettere senza regolare permesso tavolini e ombrelloni sul marciapiedi antistante e, di conseguenza, si sentono autorizzati a farlo anche altri bar, circoli e ristoranti delle zone vicine. Oltre ad occupare suolo pubblico senza pagare le tasse, non possono garantire neanche condizioni igienico-sanitarie che rispettino le norme. Ho intenzione di convocare una conferenza stampa e dare come scadenza per mettersi in regola ai commercianti la fine di quest’anno. Poi sarà la volta degli artigiani. Le forze dell’ordine mi affiancheranno e saranno attenti a far rispettare la legge. Fino a quando rivestirò la carica di Assessore al Commercio, il rispetto delle regole sarà sempre all’ordine del giorno; c’è un’amministrazione comunale, un riferimento per i cittadini, e si devono rispettare le leggi in tutto e per tutto. Differentemente per il problema emergenza rifiuti, per i commercianti ci sarà una tolleranza iniziale, ma poi tutti devono essere in regola e non si devono sentire padroni”.
“Non è possibile star zitti davanti a situazioni simili. - afferma C. M., negoziante di Campagna- Occupare suolo pubblico in questa maniera toglie spazio a chi si vuol fare una semplice passeggiata e a cittadini intenzionati a fare la spesa tranquillamente. Non è possibile che ci si sveglia la mattina e senza chiedere permessi né licenze ci si metta ad occupare suolo pubblico. Ci son delle regole e vanno rispettate. Chiedo all’assessore Massimo D’Ambrosio e alle forze dell’ordine locali di andare avanti e far rispettare la legge da parte di tutti noi cittadini”.

cronache del mezzogiorno del 27 agosto 2008

martedì 26 agosto 2008

Serre, satura la discarica di Macchia Soprana. Oggi vertice a Roma

Seppure stampa e tv ci hanno bombardato con la notizia che il problema rifiuti per le strade di Napoli sia stato risolto dal governo Berlusconi negli ormai famosi “58 giorni”, le testimonianze raccolte dalla gente e le immagini che si possono trovare su internet raccontano di una realtà ben diversa. Le strade sono ancora piene di rifiuti soprattutto quelle meno visibili agli occhi dei turisti e delle telecamere creando una disparità tra le zone centrali abitate dalle persone più agiate e le zone periferiche destinate al ceto popolare. Questo problema, che non è riferito solo alla città capoluogo è presente anche nelle nostre terre e ripropone fortemente il tema delle discariche e nella fattispecie tocca da vicino la discarica nella località Valle della Masseria nel comune di Serre in provincia di Salerno che è stata chiusa da sabato scorso perché satura. La preoccupazione della gente è la stessa del sindaco di Serre, Palmiro Cornetta, che teme la riapertura della discarica e l’utilizzo della vasca 4 che potrebbe ospitare altre 100mila tonnellate di spazzatura. A tal proposito il primo cittadino di Serre precisa che nonostante le rassicurazioni e le promesse fatte nei precedenti incontri con il commissario straordinario e con i rappresentanti politici della Regione Campania e del Governo Nazionale, i fatti contraddicono le promesse in quanto spiega che la discarica di Chiaiano non è stata ancora aperta, quella di Terzigno non è attrezzata e teme che ancora una volta sarà la comunità del salernitano a dover pagare lo scotto dell’inefficienza della classe politica nazionale e regionale. Ed aggiunge che la gente non è disponibile all’ennesimo sacrificio richiestole, assicurando che nel corso della conferenza di servizi, convocata presso il Ministero dell'Ambiente a Roma, ribadirà che la popolazione di Serre ha già dato il proprio contributo e che i politici del governo nazionale e regionale farebbero bene a cancellare una volta e per sempre il nome di “Valla della Masseria”, dai siti ipotizzati come soluzione all'atavico problema dell'immondizia della provincia napoletana. Contrari alla riapertura della discarica di “Valle della Masseria” sono anche tutti gli amanti della natura e fruitori dell’Oasi WWF di Persano che dista poche centinaia di metri dal sito adibito a discarica. Sentito telefonicamente, il sindaco Palmiro Cornetta ha ribadito che manterrà fede agli impegni presi con la cittadinanza e contrasterà qualsiasi decisione volta alla riapertura della discarica anche se fu individuata come sito di stoccaggio dall'ex Commissario Guido Bertolaso perché, a suo dire, ritenuta risolutiva per l’emergenza napoletana”. Pertanto il sindaco rassicura i suoi concittadini affermando che farà di tutto per tenere la discarica di Serre fuori da ogni discorso di nuova apertura o di insediamenti per eco-balle e che l’argomento da affrontare nella riunione presso il Ministero dell’Ambiente di Roma in settimana verterà esclusivamente sul destino di Macchia Soprana.

pubblicato su Cronache del Mezzogiorno del 26 agosto 2008

Pescara: Sostanze altamente inquinanti sono state trovate in decine di ettari di terreno lungo i fiumi Saline e Alento.

Ed ecco l'ennesima situazione dall'impatto ambientale allarmante...
Diossine, Pcb (policloro bifenile), solventi e metalli pesanti tra i quali cianuro, cadmio, mercurio, rame e zinco sono le sostanze altamente inquinanti trovate in decine di ettari di terreno lungo ifiumi Alento e Saline. Undici appezzamenti: 5 di proprietà privata e 6 demaniali, sono stati sequestrati dagli uomini del Corpo Forestale, coordinati dal comandante provinciale di Pescara, Guido Conti. I terreni, protagonisti dell'operazione denominata "Acheronte", sono così dislocati: 3 nel Comune di Collecorvino, uno a Cappelle sul Tavo, 5 a Montesilvano, anche nei pressi del depuratore, e 2 a Città Sant'Angelo. Le indagini che hanno condotto ai sequestri sono cominciate un anno fa e sono state confortate da indagini dell'Arta, Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale. Si tratterebbe del risultato di smaltimento illegale di rifiuti da attività produttive. Il Wwf, dal suo canto, ha presentato due esposti, alle Procure di Chieti e di Pescara, alla Corte dei Conti, al Ministero dell'Ambiente, alla Regione e al Corpo Forestale, affinché si accerti se quanto sta accadendo lungo i due fiumi è debitamente autorizzato. Negli esposti si chiede anche di verificare le modalità di gestione del depuratore di Montesilvano, visto che per l'Arta 18 controlli su 22 sono risultati non regolari, nel 2007. Secondo le associazioni ambientaliste Wwf, Marelibero e Abruzzo Social Forum è stata rilevata dall’Arta la presenza di diossina, in diversi punti del suolo lungo entrambi i fiumi. Altri pericolosi composti chimici, come gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) e il Dicloropropano, sono stati trovati nei terreni e nella falda, oltre a rifiuti industriali interrati fino a 5 metri di profondità. Ci sarebbero, poi, decine di discariche abusive e sono in corso interventi sul territorio che stanno comportando la movimentazione di terreno potenzialmente contaminato. Wwf, Marelibero e Abruzzo Social Forum criticano gli enti locali che non si sono mai attivati per questi fiumi, nonostante un richiamo arrivato perfino dal Ministero dell'Ambiente. La forestale dice che le indagini sono cominciate più di un anno fa, ovvero in corrispondenza delle prime denunce del WWF che, dopo mesi nei quali non succedeva niente, ha pensato di pubblicizzare gli esposti proprio un mese fa, e ora finalmente, sono partiti i sequestri sotto i riflettori.

domenica 24 agosto 2008

Si infittiscono i controlli ambientali a Campagna


Continuano i controlli ambientali contro l’abbandono di rifiuti sul territorio di Campagna da parte dell’Assessore alla Sicurezza, Massimo D’Ambrosio, dei vigili urbani di Campagna guidati dal comandante Alberto Giorgio, delle guardie giurate del WWF del nucleo di Campagna guidate dal comandante Gerardo Cerruti e del nucleo di Olevano guidate dal comandante Fabrizio Lullo. L’azione di sorveglianza ambientale, seguita fin dall’inizio in prima persona dall’assessore Massimo D’Ambrosio, va avanti con ottimi risultati da circa un mese. Si partì con un bando per “sentinelle dell’ambiente” a cui potevano rispondere solo coloro che si mostrassero in possesso di un decreto ambientale, e la risposta venne subito dal WWF Italia con Gerardo Cerruti e dall’associazione onlus “Le orme del lupo” di Lucio Calabrese.
“Stiamo proseguendo con i controlli nelle zone Basse dei campagna e ritrovamenti purtroppo non piacevoli si sono avuti in zona Galdo e Basso dell’Olmo. Abbiamo trovato, fra i rifiuti, materiale anche una scheda sim e un attestato di iscrizione per mandare la figlia a scuola, appartenenti a un marocchino. – afferma l’assessore alla sicurezza Massimo D’Ambrosio- Siamo riusciti a risalire a rifiuti abbandonati anche da militari che fanno servizio a Persano,ma che domiciliano al Quadrivio, in zona Piantito. Mi sento sempre più motivato ad andare avanti dagli ottimi risultati che stiamo ottenendo e soprattutto dal gesto del primo cittadino di Campagna, Biagio Luongo, che ieri mattina ha partecipato a un sopralluogo coi vigili urbani capeggiati dal comandante Giorgio. Mi sento, quindi, ancora più stimolato ad andare avanti nei controlli con le guardie del WWF e a tutelare i cittadini. Biagio Luongo ,da primo cittadino , ha dato davvero un grande esempio di civiltà e sensibilità ed io, sulla sua scia, andrò avanti. Ripeto, avremo tolleranza zero nei confronti dei trasgressori della legge. In venti giorni sono state notificate decine e decine di multe. Chiedo al comandante dei vigili urbani, Giorgio Alberto che ha mostrato voglia di cambiamento e alle guardie giurate del WWF di andare sempre avanti e continuare quest’ottimo lavoro che stanno portando avanti.
“Ai cittadini privati, che scaricano abusivamente sul territorio di Campagna, stiamo applicando sanzioni che vanno dai 50 ai 206 euro per abbandono di immondizia urbana. – ha continuato il comandante del nucleo di Olevano, Fabrizio Lullo- Per la industrie, fabbriche e chiunque scarica rifiuti ingombranti si possono applicare sanzioni penali e la procedura cambia. In quel caso ci sarà un accertamento fiscale da parte della Guardia di Finanza e il relativo controllo della documentazione sulla questione rifiuti in base alla legge 152 del 2006. Si verifica se la ditta ha trasmesso un documento, il MUD, che va inviato ogni anno alla Camera di Commercio e in cui si dichiarano i rifiuti prodotti durante l’anno e ne certifica i movimenti (quanti rifiuti prodotti e quanti smarriti). Se non l’hanno compilata, la sanzione si aggira sui 3000 euro. Si dovrebbe verificare se l’autotrasportatore è in possesso di regolare registro di carica scarica rifiuti e se ha compilato un formulari o che dice provenienza e destinazione rifiuti. Si deve essere iscritti all’albo presso la Regione Campania dei trasportatori di rifiuti e ci vuole un formulario che viene compilato quando si parte dalla fabbrica allo scarico: viene timbrato dalla ditta autorizzata o dalla discarica autorizzata a prendere questo tipo di rifiuto. Se non si rispetta questo iter, il cittadino che si è voluto liberare dei rifiuti ne è responsabile in prima persona. La politica buona, secondo me, è che oltre alle sanzioni per abbandono di immondizia urbana e al verbale amministrativo, si devono fare anche altri controlli come concessione edilizia o se si detengono animali irregolarmente”.
articolo pubblicato sul quotidiano Cronache del Mezzogiorno il 25/8/2008

sabato 23 agosto 2008

No limits...



Ed eccomi in escursione lungo il fiume Sele con il mitico Vincenzo Armenante...






... durante il ritorno abbiamo incontrato una bella nutria in fase digestiva!
:-)

Gli elefanti sono anche matematici... Fanno le addizioniI!!!

Riporto questa notizia letta nel sito ansa... leggete un pò! :-)
Non hanno solo una memoria eccezionale. Gli elefanti pare abbiano anche talento per la matematica. I ricercatori dell'università di Tokyo hanno trovato un elefante di nome Ashya che può addizionare insieme piccole quantità e identificare correttamente quale sia quella maggiore. I ricercatori giapponesi hanno lasciato cadere tre mele in un secchio e una sola mela in un secondo secchio, quindi altre quattro mele nel primo secchio e cinque nel secondo secchio. L'elefante Ashya ha identificato il primo secchio come il più 'fornito' e ha cominciato a mangiare da quello. L'esperimento si è ripetuto altre volte e Ashya e compagni hanno scelto il secchio giusto il 74% delle volte, tre su quattro. Il talento matematico degli elefanti non è estraneo al mondo animale: anche scimpanzè, salamandre e piccioni hanno dimostrato in test di laboratorio di saper gestire i numeri. Quel che colpisce negli elefanti è che la loro abilità nel distinguere fra più numeri non cambia anche quando le cifre sono molto simili fra loro. Perchè poi abbiano necessità di contare è tutto da scoprire. Secondo Mya Thompson, che studia gli elefanti alla Cornell University, potrebbe essere utile per non perdere altri compagni del gruppo, che per gli elefanti siatici varia dai sei agli otto esemplari. Un'altra possibilità è che la propensione verso la matematica sia un prodotto della selezione naturale per un cervello più grande.

Chi cerca trova...



Cosa avrà voluto fotografare il nostro amico Armenante?

venerdì 22 agosto 2008

Praticata l'eutanasia al cucciolo di balena, Colin.

Non essendo riusciti a trovare il modo di far ricongiungere il cucciolo di balena Colin alla mamma, a farlo "adottare" da una nuova mamma e nè ad alimentarlo, gli esperti e i ranger stamattina gli hanno praticato l'eutanasia con un sedativo e con una dose massiccia di anestetico: sei iniezioni letali. I ranger del servizio parchi nazionali e fauna hanno inoltre trovato la carcassa di una balena al largo della costa a sud di Sydney, che ritengono sia la madre del cucciolo di tre settimane che da cinque giorni si aggirava stremato e affamato nella baia di Sydney. Verrà analizzato il Dna della balena adulta, per vedere se è la madre del balenottero, la cui sorte ha commosso il mondo. Sarà inoltre eseguita l'autopsia della carcassa del cucciolo, per determinare se sia stato abbandonato dalla madre a causa di qualche difetto biologico traffico navale che può aver interrotto le comunicazioni soniche con la madre.

Chi sarà l'architetto?


La foto che vedete è stata scattata Antonino Adelizzi presso l'Oasi WWF di Persano... Chi sarà l'autore di questo capolavoro?

giovedì 21 agosto 2008

Sidney, il balenottero Colin rischia l'eutanasia

Riporto questa notizia ansa molto toccante e prova di come, anche senza volerlo, l'uomo può arrecare danni alla natura e ai suoi abitanti...
L'eutanasia con una massiccia dose di anestetico sembra ormai la soluzione più probabile al dramma del cucciolo di balena separato giorni fa dalla madre presso la baia di Sydney, durante la migrazione annuale dei cetacei dai mari antartici verso il nord tropicale. I biologi marini escludono che sia stato abbandonato dalla madre, come ritenuto inizialmente, e danno la colpa al traffico navale che può aver interrotto le comunicazioni soniche con la madre. Il cucciolo di megattera di età fra due e tre settimane, che dipende dal latte materno per sopravvivere, era stato avvistato la prima volta domenica scorsa mentre strofinava col muso lo scafo di uno yacht scambiandolo per la madre. I tentativi di guidarlo al largo per raggiungere le balene di passaggio, e possibilmente una madre adottiva, sono falliti e l'animale e' tornato stremato nella baia. Le autorità di protezione della fauna stanno discutendo la possibilità dell'eutanasia dell'animale di circa 5 metri, piuttosto che fargli soffrire una morte lenta e dolorosa. I veterinari hanno prelevato campioni di sangue per stabilire quanto il balenottero si sia indebolito, e se sarà necessario sopprimerlo. Il Servizio parchi nazionali e fauna è stato inondato di offerte di aiuto e consigli anche dall'estero ed il balenottero, soprannominato Colin, conta già tre gruppi di supporto sul sito web di network sociale Facebook. L'offerta di aiuto più seria è venuta oggi dai militari, che hanno messo a disposizione dei galleggianti per tentare di guidarlo nuovamente al largo. “Ci si spezza il cuore per quello che sta accadendo al baby Colin”, ha detto il premier nel Nuovo Galles del sud Morris Iemma, che ha lanciato un appello alle agenzie internazionali chiedendo consiglio. “'Le prospettive sono scoraggianti, ma si sta cercando di fare tutto il possibile per salvarlo e per ridurre le sue sofferenze”, ha aggiunto. Il portavoce del Servizio parchi nazionali e fauna, John Dalgate conferma che le speranze di sopravvivenza per Colin sono scarse. ''In teoria le possibilità sarebbero tre: che la madre ritorni, che il cucciolo sia adottato da un'altra femmina, o che sia allevato in cattività con allattamento artificiale'', ha detto oggi ai giornalisti. “Le due prime possibilità sono ormai remote, e la terza non è realizzabile'', ha ammesso.

mercoledì 20 agosto 2008

Francia: gli uccelli non riescono a stare al passo coi cambiamenti climatici

Uno studio pubblicato sul Royal Society Journal Proceedings B afferma che le popolazioni di uccelli che vivono in Francia non riescono stare al passo con i cambiamenti climatici. Nel loro spostamento verso il Nord, alla ricerca di temperature più basse, sarebbero indietro di circa 182 km rispetto al fronte caldo. Gli ornitologi francesi che hanno seguito gli spostamenti di oltre 100 specie di volatili dal 1989 al 2006 osservando che queste popolazioni, per sfuggire alle temperature sempre più elevate, si sono spostate verso Nord di circa 91 km. Un avanzamento troppo contenuto; per continuare a vivere ad una temperatura costante, secondo i calcoli degli esperti, avrebbero dovuto spostarsi di almeno 273 km. Questo ritardo potrebbe costituire un pericolo soprattutto per le specie più rare o con specifiche esigenze alimentari. Se gli uccelli e gli insetti di cui si nutrono reagiscono con tempi diversi al riscaldamento globale si potrebbe verificare una desincronizzazione delle specie e ciò sarebbe causa all'estinzione.

Differenziata: arriva il "Ludobus Artingioco" sulle spiagge del Golfo

Hanno preso il via ieri, martedi 19 agosto, una serie di appuntamenti con il "Ludobus Artingioco", iniziativa itinerante di sensibilizzazione inerente la raccolta differenziata dei rifiuti. L'iniziativa, che durerà fino a venerdi 22 agosto, ha visto diverse strutture balneari di San Giovanni a Piro impagnte in laboratori in cui i turisti si cimentano in esperienze artistiche realizzando oggetti con materiali di risulta. Operatori di Legambiente e del Consorzio Rifiuti Bacino Sa 3 aiutano gli utenti a costruire giochi, giocattoli e strutture da esporre a simbolo del passaggio del Ludobus. Fra le tappe, il Ludobus stazionerà a Santa Marina di Policastro, 20 agosto, a Vibonati, 21 agosto, e a Sapri, 22 agosto. L’iniziativa rientra nell’ambito di “Riciclaestate”, la campagna estiva di sensibilizzazione finalizzata al potenziamento della raccolta differenziata nei centri costieri cilentani. All’uopo negli stabilimenti balneari del Golfo di Policastro sono stati posizionati, dallo scorso mese di luglio, appositi contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti sulle spiagge. “Riciclaestate” è promossa da Legambiente Campania in collaborazione con il Conai, con diversi consorzi di filiera (Cial, Comieco, CNA, CoReVe, Corepla, Rilegno), con l’assessorato all’Ambiente della Provincia di Salerno e con il Consorzio Rifiuti Bacino Sa 3.

Parco del Cilento: migliaia di ettari di terreno in fumo

immagine presa dal web

Canadir, elicotteri, vigili del fuoco e Corpo Forestale, decine di uomini del servizio Antincendio Boschivo dei Vigili del Fuoco di Vallo della Lucania e dell’Alento, una squadra di pompieri del distaccamento di Vallo della Lucania e della Centrale operativa di Salerno sono stati impegnati, per oltre sei ore, nell’opera di spegnimento di un vasto incendio divampato nel Parco del Cilento. Decine di ettari di terreno andati in fumo e numerosi i danni apportati alla macchia mediterranea. Numerosi focolai, quasi certamente di origine dolosa, hanno interessato l’area compresa tra i comuni di Lustra Cilento e di Roccacilento. Un lungo lavoro per gli uomini impegnati per l’intera giornata di ieri nella zona. Paura per i residenti delle abitazioni vicine al rogo. Ora si cerca di capire se l’incendio è stato appiccato. Dai rilievi sarà possibile ricostruire la dinamica dei fatti mentre le successive indagini potrebbero individuare il presunto responsabile del rogo. Dati sconfortanti dicono che sono stati 125 gli incendi boschivi divampati nella giornata di ieri in tutta la nostra Penisola a impegnare i mezzi e il personale del Corpo forestale. Il numero più alto degli incendi è stato registrato ancora al Sud: la Calabria, la regione più colpita dalle fiamme con 69 roghi, di cui la maggior parte ancora in corso, seguita dalla Campania con 25, dalla Liguria con 9, dalla Puglia con 7, dal Molise, dal Piemonte e dalla Toscana con 3, dal Lazio e dall’Umbria con 2, dall’Abruzzo e dalla Basilicata con 1 rogo ciascuna. Le provincie più colpite dalle fiamme sono state Catanzaro con 36, Reggio Calabria con 18, Salerno con 17 e Cosenza con 10.

LA GENESI, LA NATURA E L’UOMO : UN LEGAME ANCESTRALE MA SPESSO DIMENTICATO DALL'UOMO.


«E Dio disse: Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra. Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra.» (Genesi 1,26-28) «Il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. » (Genesi 2,7) «Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!». (Genesi, 3,19) «Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto». (Genesi, 3.23)
In questi versetti della Genesi è racchiuso tutto il progetto divino riguardante l’umanità ed il rapporto uomo-natura. L'essere umano, creato con lo stesso materiale della terra, è passato da una posizione di puro dominio ad una posizione di dipendenza dalla natura, la quale fornisce all’umanità i mezzi per la sussistenza ma è anche dotata di una sua vita autonoma. Si può dominare e soggiogare, ma entro determinati limiti e particolari condizioni. L' uomo non ne può disporre secondo il suo egoismo (questo concetto non esiste nelle Sacre Scritture) in quanto agendo in questo modo si autodistrugge.
La Natura, che è eterna, ristabilisce continuamente gli equilibri alterati eliminando gli elementi squilibranti. Con la cacciata dall’Eden l’uomo, essendo dotato di libero arbitrio, diventa l’unico elemento squilibrante del sistema perché ne è costretto per sopravvivere. Altera col proprio lavoro gli equilibri naturali in un processo continuo che va sotto il nome di antropizzazione. Esempi di questo processo sono il disboscamento al fine di ottenere zone edificabili o coltivabili, la coltivazione stessa e lo sbancamento del terreno per la costruzione di strade. L’azione umana può innescare processi irreversibili, come l’impoverimento dei terreni e il loro isterilimento che dipendono fortemente dall’uso di un territorio, dal modo di coltivarlo e di sfruttarlo.
Allora, qual è il rapporto tra l'uomo e la Natura? Nel pensiero biblico l'uomo è al centro del creato ed è posto al vertice della creazione, concetto rafforzato con l'affermazione: “Dio fece l'uomo a sua immagine e somiglianza”, che troviamo nel libro della Genesi. Nella Lettera di San Paolo ai cristiani di Roma leggiamo questo brano: «La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità, non per suo volere ma per volere dì colui che l'ha sottomessa, e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per essere nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti bene che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo» (Rm 8,19-23). Un brano enigmatico, difficile da interpretare tranne che, quando San Paolo dice: “il fatto di avere un corpo unisce l'uomo al cosmo.” Il libero arbitrio, che ha permesso ad Adamo di mangiare la mela del peccato, è lo stesso che ogni giorno Dio ci ha dato. Pensiamo inoltre se il clonare gli animali, il tentare di creare nuove specie, il sostituire le piante che hanno nutrito per millenni il genere umano sono davvero una conquista o l’inizio della fine? Inoltre, è sufficiente sfogliare le pagine di qualsiasi quotidiano e seguire i telegiornali per sentire parlare di frane, inondazioni, slittamenti di paesi collinosi a valle o di rifiuti che hanno dato delle accelerazioni di alcune malattie mortali e difficili da gestire per capire l’importanza e la responsabilità delle nostre scelte. Tutte cose che dipendono da noi e che sono manifestazione di comportamenti di vita basilari che si traducono anche nel voto con il quale scegliamo chi gestirà il rapporto uomo-natura. Il nostro pianeta non è certamente l’Eden ma è bello ed interessante e bisogna averne rispetto e cura anche se molti sembrano averlo dimenticato.

articolo pubblicato su: http://www.pontifex.lazio.it/

scritto da: Alessia Saggese, Vincenzo Piscicelli

martedì 19 agosto 2008

Oasi WWF di Persano: un angolo di natura da salvaguardare.

video

Cari amici, ho deciso di realizzare questo video per invogliarvi a visitare l'Oasi WWF di Persano. Ho scelto di non fare il solito articolo in cui viene esposto tutto quello che c'è da vedere, quando è nata l'Oasi o quale sia il simbolo; preferisco che a parlare siano direttamente i protagonisti. Ho preparato questo video con foto che mi son state date da Remigio Lenza, custode dell'Oasi e brani musicali tratti dal film "Il fantastico mondo di Amélie" , consigliati dalla mia amica e collega Elena Fedele. E allora, cosa aspettate? Cliccate subito su play e lasciatevi trasportare per qualche minuto in questo "fantastico mondo" ...

Enzo Gragnaniello, i briganti e... la Natura



Riporto l'intervista che ho fatto al cantautore napoletano Enzo Gragnaniello in occasione della Festa sul brigantaggio che si è svolta presso la Casina reale di Persano. Riflettendo sulle sue parole e sulla sua visione dei briganti, ho iniziato a vederli sotto una nuova luce: persone che trovavano nella Natura un rifugio. Uomini e donne che non sottostavano a regole che ritenevano "sbagliate" e "opprimenti" e che nei boschi trovavano rifugio, accolti da una Natura benevola, che non giudica e accetta tutti alla stessa maniera.

Cosa pensa del brigantaggio?

"Quella del brigantaggio è una storia interessante. I briganti venivano visti come criminali ma se si fa un’analisi più attenta, ci si rende conto che altro non erano che persone rivoluzionarie, anarchiche, che volevano essere libere dalle leggi dello Stato. Il brigantaggio era un modo di vivere, solo ribellione agli oppressori come chi è potente e vuole imporre le proprie leggi”.

Enzo Gragnaniello, si sente un po’ brigante?

“Sono stato brigante e quindi ribelle. Dico sono stato perché la ribellione si ha da giovani, poi subentrano la riflessione e la saggezza. Mi posso ribellare solo ad una persona: me stesso. Per il resto siamo tutti esseri umani e abbiamo bisogno di interiorità. Diceva Dario Fo durante un suo spettacolo che non è colpa di nessuno…”.

Quando si è sentito per la prima volta brigante?

“La prima volta che mi son ribellato a me stesso è stata quando, dopo lunghe riflessioni fatte contemplando il mare e le stelle, mi son reso conto che se le cose non vanno, non dobbiamo dar la colpa agli altri e al loro modo di fare anche se può sembrarci sbagliato o non giusto, ma a noi stessi perché io sono il peggior nemico di me stesso. Esiste solo la mia armonia ed è quella che devo trasmettere agli altri, consapevole di descrivere una vita molto interessante e magica riuscendo a distaccarsi e vivere meglio le emozioni".

lunedì 18 agosto 2008

Nel Parco D'Abruzzo un cerbiatto orfano adotta una capra.

E' delle ultime ore la notizia ansa che a Pescasseroli (L'Aquila) un cerbiatto, rimasto con ogni probabilita' senza madre, e' stato adottato da una capra all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm). Spaurito ma in ottima salute, il piccolo e' stato segnalato stamani ai Guardiaparco da un allevatore di Barrea, al cui gregge il cerbiatto si era unito in questi giorni. Il personale del Parco sta recuperando il piccolo per portarlo al Centro Visite di Pescasseroli insieme agli altri sei cerbiatti recuperati dal mese di giugno a oggi. Il Presidente e il Direttore del Parco hanno ringraziato l'allevatore per la sensibilita' dimostrata e il suo senso civico, sottolineando che nella vicina Villetta Barrea, al contrario, un allevatore rifiuta di consegnare un altro cerbiatto recuperato nella sua azienda. Poiche' e' vietato a privati trattenere animali selvatici, l'Ente ha annunciato che procedera' alle necessarie azioni, anche coercitive, per recuperare l'esemplare, ospitarlo provvisoriamente presso il Centro Visita di Pescasseroli insieme a tutti gli altri, che, successivamente saranno destinati a una o piu' ampie aree faunistiche.

Hanno le ore contate i trasgressori delle regole a Campagna

assessore alla sicurezza, Massimo D'Ambrosio

Continua con ottimi risultati il servizio di vigilanza ambientale che stanno svolgendo sul territorio di Campagna l’assessore alla sicurezza, Massimo D’Ambrosio e le guardie giurate del WWF. Ieri, durante un giro di perlustrazione alle zone basse di Campagna, sono stati fatti altri rinvenimenti di materiali di varia natura con documenti che hanno permesso di salire ai proprietari.
“Ieri mattina, alle prime luci dell’alba, ho fatto un giro di perlustrazione con le guardie giurate del WWF guidate dal capo nucleo Gerardo Cerruto per verificare la situazione rifiuti. – ci racconta l’assessore D’Ambrosio- Abbiamo notato che la quantità di rifiuti lasciati nella discarica a cielo aperto in località Matiano era in inferiore al 20%, dato rassicurante che dimostra l’efficacia dell’azione di bonifica svolta, di recente, dagli abitanti del posto guidati da Franco Mirra. Si sta arginando un problema che si protraeva da troppo tempo. Ho rovistato personalmente tra i rifiuti con le guardie del WWF e, dai rinvenimenti, sarà possibile risalire nel giro di pochi giorni ai proprietari. Fra i rifiuti abbiamo trovato lavatrici, divani, materassi, la carcassa di un cavallo, indirizzi, contratti di fitto addirittura bollettini inviati da Sky a utenti e spazzatura di vario genere. Proseguendo il nostro giro di perlustrazione, in un vallone adiacente all’azienda Zecca, in cui da circa quindici anni vengono versati materiali di rifiuto, abbiamo trovato medicinali e, fra le altre cose, anche foto, buste paghe e fatture. Mentre all’ingresso dell’Oasi di Persano a Basso dell’Olmo, abbiamo trovato tratte di banche, cambiali di protesti, un contratto di assicurazione di una macchina. Abbiamo fatto rilevazioni fotografiche ed emesso un primo verbale che stamattina le guardie del WWF stanno provvedendo a trasmettere al comando dei Vigili. Non mi vergogno di andare rovistando tra i rifiuti; i cittadini onesti di Campagna che fanno la raccolta differenziata da persone civili vanno tutelati. Il sindaco e l’amministrazione comunale ci tengono che venga sempre tutelato l’ambiente. Ringrazio le guardie del WWF per il lavoro che stanno svolgendo. Avremo “tolleranza zero” per le persone incivili e andremo avanti coi controlli; Abbiamo iniziato con le zone Basse e in settimana passeremo alle zone Alte di Campagna”.

Maratona del Parco...

Prende il via lunedì 18 agosto, la nona edizione della Transmarathon 2008, gara podistica internazionale a tappe sui sentieri e sulle strade del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Come consuetudine la prima tappa, da S.Maria di Castellabate ad Agropoli, percorre un tratto del transparco costiero, uno dei sentieri più affascinanti del territorio, con un panorama mozzafiato, dal monte Tresino alla baia di Trentova. Mercoledì 20 agosto, i partecipanti raggiungeranno il cuore del parco, con la tappa Valle dell'Angelo-Laurino, dopo 16 Km di saliscendi. La manifestazione, unica nel suo genere per le caratteristiche del territorio, si svolge su percorsi di una distanza tra i 10 e 16 km, passando, dal mare cristallino della costa cilentana al verde intenso della montagna. Tra i 300 atleti iscritti all'edizione 2008, spicca il nome dell'atleta della nazionale italiana, Alberico Di Cecco, vincitore della maratona di Roma 2006. La manifestazione, che con il passar degli anni è cresciuta in modo esponenziale, dà la possibilità di abbinare all’evento sportivo anche quello turistico e di promozione del territorio. Difatti i partecipanti, con famiglia al seguito, ne approfittano per fare delle escursioni o visitare le emergenze ambientali e culturali del territorio come i siti Archeologici di Paestum e Velia ed i centri storici dell’interno.

sabato 16 agosto 2008

giovedì 14 agosto 2008

L'immagine si fa più chiara...


L'immagine è più chiara... chi sarà il protagonista di questa foto? :-)

Nutria, simpatico abitante dell'Oasi WWF di Persano




La nutria, Myocastor coypus, è un grosso roditore acquatico molto simile al castoro facilmente rinvenibile nel fiume Sele e, in particolare, presso l’Oasi WWF di Persano. Originario dell’America Meridionale, è giunta in Italia in conseguenza del commercio di animali da pelliccia ed i soggetti attualmente presenti nelle nostre zone discendono direttamente da animali fuggiti dagli allevamenti. Ha una folta pelliccia e uno spesso strato di grasso sottocutaneo ad azione isolante che le permettono di mantenere costante la temperatura corporea anche nelle fredde acque invernali. Ha coda robusta, muscolosa, squamosa e coperta di setole piuttosto rade. Il corpo è tozzo e compatto. Le zampe anteriori sono molto più corte delle posteriori e presentano alle estremità quattro dita palmate mentre il pollice è libero. Le orecchie e gli occhi sono piccoli; gli incisivi sono lunghi, affilati, di colore aranciato e sporgono dal margine labiale. Il maschio è di dimensioni maggiori della femmina. La femmina presenta quattro paia di mammelle toraciche in posizione latero-dorsale. La nutria è strettamente vegetariana e la sua dieta si basa prevalentemente su alghe e piante acquatiche quali ninfee, germogli di cannuccia ed altre piante igrofile comunemente reperibili lungo i corsi d’acqua. In caso di scarsità di cibo si può nutrire di qualunque vegetale e spingersi fino anche ai campi coltivati provocando danni spesso ingenti alle colture dove predilige mais e barbabietola da zucchero. Le nutrie che abitano i corsi d’acqua nelle vicinanze di zone abitate riescono ad abituarsi alla presenza umana pur mantenendo una certa diffidenza. In questi caso accettano molto volentieri alimenti quali pane, biscotti e frutta che vengono lanciati loro dagli spettatori.

I fiori australiani un aiuto naturale al nostro benessere psicofisico.

Wahlenbergia nutabunda

La floriterapia è un sistema terapeutico molto usato dalla medicina olistica in tutto il mondo anche se in Italia, il più delle persone conosce in modo particolare solo “I fiori di Bach” (del medico inglese Edward Bach). In realtà i fiori utilizzati sono molti di più e provengono da diverse parti del mondo per lo più di territori in cui la natura è ancora selvaggia ed incontaminata. Tra questi per la loro efficacia vi sono i sessantotto fiori australiani scoperti dal naturopata Ian White (in Australia il titolo di naturopata è riconosciuto a livello accademico). Questi, dopo aver provato l’efficacia dei fiori di Bach, decise di dedicarsi allo studio dei fiori della propria terra, il “Bush”, la particolare boscaglia australiana di eucalipti piena di meravigliosi fiori dai colori sgargianti e dai profumi aromatici. Insieme ai suoi collaboratori terapeuti, individuò e preparò le essenze che erano attive su tutte le problematiche emozionali, psicologiche e su svariate manifestazioni psicosomatiche. Infatti egli dice che le “Essenze australian Bush flower” aiutano a far chiarezza nella vita di ognuno di noi, donano la forza, il coraggio e la volontà di seguire e realizzare i propri obiettivi e favoriscono lo sviluppo intuitivo, l’autostima e la creatività. Il dottore australiano considera le malattie ed i disturbi psicologici come un segnale di squilibrio interiore e le sue essenze “dei potenti catalizzatori” che aiutano le persone ad autoguarirsi e quindi capaci di far ritrovare l’equilibrio perso. Le “essenze” si ottengono, ponendo le corolle dei fiori (raccolte da piante che crescono spontaneamente nell’ultimo, ma più antico, continente scoperto dall’uomo e pertanto meno contaminato) in una ciotola di vetro piena di acqua di sorgente ed esponendola al sole per alcune ore . Rimossi i fiori, all’acqua rimasta viene aggiunta una pari quantità di brandy australiano che serve per conservare le proprietà energetiche dei fiori. Da questa preparazione si ottiene il concentrato di ogni singolo fiore che viene posto in commercio in una miscela composta da 7 gocce di preparazione, 2/3 di brandy e 1/3 di acqua pura conservati in una boccetta da 15 ml. L’utente può scegliere una o più essenze (massimo 4-5) in base allo stato d’animo del momento e le emozioni che sta vivendo. Se sceglie una sola essenza si utilizzano le predette boccette, più concentrate ed efficaci per risolvere una singola problematica ben individuata mentre se si scelgono più fiori si versano sette gocce di ogni essenza in una boccetta da 30 ml, riempita con ¼ di brandy e ¾ acqua pura, che vanno assunte in dosi di 7 gocce messe sotto la lingua la mattina al risveglio e la sera prima di dormire (la posologia può essere variata secondo le esigenze personali). Oppure si possono utilizzare le essenze di fiori australiani anche aggiunti a creme, gel, oli per massaggi (sette gocce di ciascun rimedio scelto) o semplicemente diluiti nell’acqua di un tiepido e rilassante bagno (15-20 gocce di ciascun rimedio scelto). La durata del trattamento varia a seconda della risposta individuale da pochi giorni a circa quattro settimane. Come per i fiori di Bach anche per questi non vi sono particolari controindicazioni per l’utilizzo, tranne che per un eventuale allergia all’alcol contenuto nel brandy (l’alcol può anche essere sostituito con l’utilizzo di sola acqua pura, l’importante è poi conservare la boccetta in frigorifero e la durata di scadenza è di solo due settimane), in quanto non esiste pericolo di effetti collaterali anche se in alcuni casi, all’inizio dell’utilizzo si può avere una momentanea accentuazione dei sintomi ma ciò non deve preoccupare perchè fa parte del processo di riequilibro energetico. In quanto i rimedi floreali non contengono alcuna molecola farmacologia attiva, non producono alcuna modificazione biochimica sul nostro organismo ed il loro effetto è dato dall’energia ad altissima frequenza che agisce per risonanza con il campo energetico umano, lavorando sugli stati emozionali negativi, sbloccando e riattivando la nostra innata forza di autoguarigione e favorendo e recuperando a poco a poco, il recupero dell’equilibrio e dell’armonia interiore. Per approfondire la conoscenza delle sessantotto “Essenze Australian Bush flowers” che rispondono singolarmente ad una particolare problematica, è opportuno leggere i libri:
Essenze floreali australiane - Bush Flower Essences per ritrovare serenità e benessere - Ian White - Tecniche Nuove;
I rimedi floreali australiani - Maria Elisa Campanini - Riza Scienze;
Il potere terapeutico dei fiori australiani - Ian White - Tecniche Nuove.

mercoledì 13 agosto 2008

Occhio al particolare...


Questo indovinello è molto facile!
:-)

Vacanze finite? Attenzione al souvenir...

immagine di tridacna presa dal web

Ecco qualche semplice accorgimento per evitare brutte sorprese, in caso di controlli, per chi decide di portare un souvenir dal luogo di villeggiatura:


- NIENTE SOUVENIR "CLASSICI": evitare le grandi conchiglie tridacne, di varie specie colorate, e strombus gigas, sempre grandi e rosa, oltre ai "bastoni della pioggia", radici di cactus che possono arrivare anche ad un metro di lunghezza. Su questi articoli esistono deroghe solo fino a tre unità;

- ANIMALI: stare alla larga dall'acquisto di animali, vivi o morti. Evitare tutte le pelli conciate o ridotte ad oggetti, souvenir, senza documenti del Paese d'origine, difficili da trovare specie se venduti sulle bancarelle;


- OGGETTI: "off limits" quelli ricavati da serpenti, animali da pelliccia, grossi felini e avorio. Si alimenta un mercato illegale, si incorre nella sanzione amministrativa e oltre un certo limite c'è anche la denuncia penale, che prevede arresto e ammenda.

martedì 12 agosto 2008

Fare jogging immersi nella natura allunga la vita

Ho letto con piacere una notizia ansa proveniente da Washington che dice: " Correre metodicamente più volte a settimana allunga la vita e rafforza la salute anche in età avanzata: a provarlo a suon di dati è un nuovo studio Usa condotto su un gruppo di 285 joggers ultracinquantenni. Seguiti per vent'anni e confrontando i dati sulla salute dei 'corridori' con quelli di un altro gruppo di volontari della stessa età, educazione, ed estrazione sociale, i ricercatori della Stanford university hanno raggiunto conclusioni chiare. Nonostante entrambi i gruppi esaminati fossero generalmente in buona salute all'inizio dell'indagine ed anche chi non correva seguisse qualche forma di esercizio fisico, i 'runners' hanno evidenziato benefici netti: la mortalità, nei vent'anni considerati, è risultata pari al 15% tra chi faceva jogging, contro un tasso di decessi del 34% tra gli altri volontari". E allora, che stiamo aspettando... con queste belle giornate di sole e la natura che ci chiama, dedichiamo qualche ora del nostro tempo a noi stessi e al nostro benessere!

lunedì 11 agosto 2008

Turismo a Paestum, Senatore: "Perdite preoccupanti"


L’emergenza rifiuti in Campania, oramai superata, e l’inquinamento del mare hanno comportato gravi perdite agli operatori turistici. Gli stessi ribadiscono un bilancio non proprio felice per questa stagione estiva. Ma mare, sole e divertimento non mancano. A confermarlo è Pasquale Senatore del Lido Conchiglia di Paestum.
Al responsabile dello stabilimento abbiamo chiesto un’opinione sulle ripercussioni dell’emergenza rifiuti e soprattutto dell’inquinamento del mare sulla clientela.
“Abbiamo subito una perdita di clienti perché non è stata fatta la giusta informazione e, di conseguenza, non si sapeva che la zona Laura di Paestum non ha mai avuto il divieto di balneazione. Il divieto ha riguardato, infatti, la zona costiera di Salerno e Pontecagnano; la capitaneria di porto non ha segnalato in questa zona inquinamento o quanto possa nuocere alla salute dei bagnanti. Quest’anno abbiamo deciso di affiggere un regolamento comprendente gli orari di apertura e chiusura della spiaggia, e le norme vigenti sulla struttura quali il divieto di usare shampoo sotto la doccia fredda, assicurare ai clienti il parcheggio con frescura e assicurarsi che i bambini che giocano nell’area a loro adibita vengano costantemente sorvegliati da supervisori. Altra novità è che abbiamo fatto partire presso lo stabilimento la raccolta differenziata, anche se i lidi e i campeggi ne sono esenti. Mettendo in pratica la differenziata vogliamo dare l’esempio e dimostrare senso civico in questo momento particolare di emergenza sistemando gli appositi contenitori per dividere i rifiuti; è giunto il momento che il Sud si riscatti. Questa zona deve essere ricordata per la spiaggia ventilata che non fa soffrire eccessivamente il caldo e l’acqua del mare limpida”.
Quale sarà il prossimo evento organizzato dal lido?
“Martredi 12 agosto, alle ore 21:00, ci sarà una serata di varietà con Ciro Grandi. Presenterà la serata il dj Andrea Volpe di radio bussola 24. L’ingresso è gratuito e sarà possibile usufruire del servizio pizzeria, ascoltare buona musica e perché no, anche ballare.
Ci vuol parlare dei lavori di ammodernamento fatti per quest’estate?
“Abbiamo deciso di dare una rinfrescata alla struttura per stare al passo coi tempi. Vogliamo essere sempre più dinamici sulle richieste del mercato. Fra le novità, abbiamo apportato lavori di ammodernamento e ristrutturazione alle cabine, le quali sono distribuite ai due lati dello stabilimento a formare due blocchi a L; La rotonda è stata ripavimentata- Abbiamo allestito un chiosco bar con frutteria sulla spiaggia, un parco giochi per bambini, abbiamo recintato il parcheggio, e come ogni anno si può usufruire del servizio pizzeria e di una piccola ristorazione con piatti freddi tipici estivi. Non manca, per i giovani, un’area beach volley. Da non tralasciare la terrazza molto ampia ed ombreggiata per giocare a carte, leggere il quotidiano, tavoli per la ristorazione”.
versione integrale dell'articolo pubblicato su Cronache del Mezzogiorno di lunedì 11 agosto 2008

Breve excursus fra gli insetti "fastidiosi"...

il simpatico insetto in foto è un tafano

Con l’incalzare della bella stagione e l’aumento delle ore di sole si risveglia in noi la voglia di indossare abiti sempre più corti, di fare pic-nic in campagna, lunghe passeggiate in montagna o in spiaggia e, di conseguenza, aumentano le probabilità di imbattersi in insetti dalla puntura fastidiosa. Vari sono i motivi che spingono questi insetti a pungerci: per alcuni di essi è la necessità di nutrirsi, per altri è la necessità di difendersi. Possiamo dividere questi insetti in due classi principali:
1) Gli EMATOFAGI, cioè insetti che si nutrono esclusivamente di sangue;
2) Gli IMENOTTERI, cioè insetti in grado di pungere e iniettare un veleno.
Fra gli insetti ematofagi sono da annoverare le zanzare che si trovano facilmente nelle zone dove vi è la presenza di acqua, come stagni e laghetti e zone costiere. Questi insetti pungono per procurarsi il cibo che è rappresentato dal sangue degli animali ed anche degli uomini. Sono attratte dall’odore del corpo, dalla temperatura e dalle lampadine. I tafani, invece, sono insetti simili alle mosche, ma di dimensioni superiori. Vivono dove vi sono cavalli, mucche e animali di grandi dimensioni da cui succhiare il sangue. Tramite una sorta di proboscide lacerano la pelle dell’animale e prelevano il sangue. In alcuni casi possono pungere anche l’uomo e le punture sono dolorose e possono portare infezioni.
Agli imenotteri appartengono le api, rinvenibili ovunque vi siano fiori da impollinare. Le api usano la puntura come reazione di difesa pungendo solo in caso di pericolo poiché per loro è un comportamento fatale. Il pungiglione con il sacco contenente il veleno sono collegati all’ultimo tratto dell’intestino, ed essendo di forma conica ma segmentato tende a conficcarsi nella pelle e a non uscirne rimanendo nell’organismo della persona che è stata punta insieme all’addome provocando la morte dell’insetto. Le vespe, si trovano in parchi, giardini, in spiaggia e in montagna, sono spesso attirate dalle sostanze zuccherine e volano nelle vicinanze di rifiuti. La vespa ha il corpo più allungato dell’ape, e come l’ape punge solo per difesa ma non muore poiché il pungiglione è poco seghettato e non rimane intrappolato nella pelle. I calabroni, invece, sono molto grandi e si ritrovano sui fiori. Sono molto rumorosi e provvisti di un pungiglione che usano raramente e solo in caso di difesa anche se la tattica che preferiscono è la fuga.

Il "Bioparco" vi aspetta nel cuore di Villa Borghese a Roma


Nel cuore della città capitolina c'è il "Bioparco", dove gli amanti della Natura potranno trovare gioia e serenità tra la folta e suggestiva vegetazione e i mille animali appartenenti a duecento specie diverse fra mammiferi, uccelli e rettili. Le specie animali sono protette dal caldo afoso grazie alle cure dei professionali operatori. Gli "animali" sono considerati al pari degli uomini e gli esperti nutrizionisti quotidianamente preparano diete alimentari per ogni tipologia di specie: per i carnivori è preferita un'alimentazione a base di carne bianca; per gli erbivori è scelta un'alimentazione a base di erbe freschissime mentre per gli orsi l'alimentazione consta in pesce e frutta fresca con preferenza di meloni e cocomeri. Pasti che sono visibili anche dagli ospiti visitatori e che attraggono l'attenzione dei bambini che ammirati ne restano esterefatti. Seppure al momento non vi sono specie in dolce attesa lo spettacolo è comunque assicurato. Infatti rimane impresso anche solo il veder passeggiare per i viali i pavoni on a seguito i loro piccoli.

Il Bioparco vi aspetta dalle 9:30 alle 18:00 per tutto il periodo estivo; per maggiori informazioni chiamare il numero 06- 3608211 o visitare il sito http://www.bioparco.it/


post a cura di:
Piscicelli Vincenzo, Alessia Saggese.


domenica 10 agosto 2008

Il WWF lancia l'iniziativa "Una maglietta per salvare le tartarughe marine"


Ha annunciato l'ANSA oggi, domenica 10 agosto 2008, l'iniziativa del WWF ''Una maglietta per salvare le tartarughe marine''. Il WWF, con questa iniziativa, vuol proteggere la specie della tartaruga Caretta caretta, che proprio in questo periodo vede i piccoli uscire dalle uova. L'obiettivo per l'estate 2008 e' quello di regalare a tremila pescatori fra Puglia, Sicilia e Calabria una t-shirt con le istruzioni su come trattare le tartarughe marine a bordo delle imbarcazioni dopo una cattura accidentale. Le aree di mare italiane preferite dalla tartaruga marina sono Adriatico, Ionio e Canale di Sicilia. ''Ogni anno si stima siano oltre diecimila gli esemplari uccisi nel Mediterraneo a causa delle catture accidentali - spiega Paolo Casale, responsabile del progetto tartarughe marine del WWF - e sulle magliette diamo istruzioni utili in due casi: se si utilizza il palangrese derivante oppure la rete a strascico''. Ulteriori minacce per la specie sono anche quelle dell'impatto dei natanti e la distruzione dei siti di nidificazione. ''La tartaruga e' legata alla spiaggia in cui e' nata - spiega l'esperto - cioe' torna a riprodursi nello stesso luogo. Puo' cercare alternative, zone limitrofe, ma non e' molto flessibile. Per questo e' importante conservare i siti di nidificazione, in particolare in provincia di Reggio Calabria e nelle isole pelagie in Sicilia, dove ancora vengono deposti nidi. Pochi purtroppo rispetto ai ricordi degli isolani di 20-30 anni fa''.


notizia presa dal sito http://www.ansa.it/

venerdì 8 agosto 2008

Nuovo allarme lanciato dalle Guardie dell'Associazione Nazionale libera Caccia


Si intensifica il lavoro di vigilanza da parte delle Guardie dell’Associazione Nazionale Libera Caccia- circolo comunale di Eboli. Segnalazioni di privati hanno portato il presidente dell’associazione Gerardo Campagna e la sua squadra a fare dei sopralluoghi dai risultati allarmanti.
Presidente Campagna, ci può raccontare cosa avete scoperto?
“A seguito di segnalazioni di privati, ci siamo trovati di fronte a due situazioni dall’impatto ambientale molto forte. Sulla fascia costiera che da Foce Sele arriva a Agropoli è stata rilevata un’enorme fascia nera di petrolio che costeggia la riva del mare. Abbiamo chiamato la capitaneria di porto e fatto i primi rilievi fotografici. La capitaneria di porto sta provvedendo a delle analisi più approfondite per porre rimedio a questo principio di catastrofe ambientale”.
Da dove potrebbe derivare questo petrolio e quali sono le conseguenze che ne possono derivare?

“Molto probabilmente è stata lavata a mare qualche cisterna contenente petrolio. Il petrolio ottura i pori della pelle. Può causare gravi danni agli abitanti dell’ambiente marino o a uccelli come i gabbiani; può, nella migliore delle ipotesi, causare irritazione alla pelle o arrecare danni ancora più gravi. L’acqua inquinata può essere involontariamente ingerita dai bambini che giocano in riva al mare. Non è questa l’unica situazione che ci sta vedendo impegnati in quest’ultimo periodo. Continuando i nostri sopralluoghi stiamo rilevando altre discariche abusive. L’ultima l’abbiamo rinvenuta nei pressi del ponte Sele, dove oltre all’umido e all’amianto abbiamo trovato resti di animali morti ,quali bufaline. Capita che quando nascono vitelli maschi, visto che non sono riproduttivi , vengono spersi e lasciati morire di fame o che si ammalino nei primi anni di vita per cause di varia natura, quali la presenza di parassiti intestinali o un’errata preparazione del latte o una conduzione sbagliata dell’allevamento. Gli animali che vengono buttati in questi luoghi sono vettori di malattie e il percolato che deriva da queste discariche si riversa nel fiume Sele andando a irrigare i campi e quindi a compromettere, in tempi lunghi, la genuinità dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole. Questa situazione è pericolosa anche per la lontra che stiamo monitorando e che un tempo si osservava solo presso la diga dell’Oasi del WWF di Persano, ma che ora sembra essersi spostata di qualche chilometro. Quello che come associazione Libera Caccia non ci riusciamo a spiegare è perché , quando dei cittadini come gli abitanti di Matiano chiedono al Comune un camion per pulire le loro zone dai rifiuti subito vengono bene accolti, mentre noi, associazione che lavora da anni sul territorio e a tutela di esso non veniamo presi in considerazione. Sono mesi che segnaliamo la situazione in cui si trova da mesi l’area situata in località Pariti, a ridosso dell’Oasi WWF di Persano. L’area è ricoperta da cumuli di rifiuti di varia natura in quantità sempre crescente, fra cui sostanze tossiche come le tavole di amianto e sostanze pericolose per la zona perché altamente infiammabili a temperature non eccessivamente elevate come il dimetoato, oltre a carcasse di animali morti e scarichi di ditte. Anche se non riusciamo a trovare una risposta a questa domanda, continueremo il nostro servizio di vigilanza anche perché le segnalazioni dei cittadini sono assidue e insistenti. Invitiamo chi volesse collaborare attivamente con noi a contattarmi al numero di cellulare 3683326853n o a inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica liberacacciaeboli@hotmail.it ”.

giovedì 7 agosto 2008

Ecco il finale dell'indovinello sul serpente...


Il serpente ha quasi vinto la sua battaglia con il pesce; la lucertola, dopo aver osservato lo spettacolo, se ne torna a casa... forse le sarà venuta fame? ;-)
Per saperne di più...
Su un ponte sovrastante un canale del Mincio, appoggiato con i gomiti alla balaustra, il nostro amico Armenante osservava e fotografava il corso d'acqua. Mentre era intento ad osservare lo scorrere dell'acqua, ha notato, sulla sponda destra, qualche cosa di luccicante che entrava ed usciva dall'acqua: "mi sembrava un pesce, ma a parte i pesci volanti non ho mai visto pesci che entrano ed escono dall'acqua così come mi capitava di osservare in quel momento. - racconta Vincenzo - Mi sono avvicinato ed ho"scoperto" il pesce catturato dal serpente: pensavo fosse morto, invece era vivo ed ogni tanto tentava di scrollarsi il serpente dalla presa e lo conduceva sott'acqua, ma il serpente più grosso e forte lo tirava fuori. Ho fatto anche una bella ripresa con la fotocamera. Ritengo che il pesce fosse ferito o malato. Un pesce sano di quella grandezza e nel suo ambiente naturale, difficilmente può essere catturato in quel modo. Come finisce la battaglia per la vita? Preso dalla curiosità che mi contraddistingue ho scoperto che il serpente è riuscito a vincere la sua battaglia mentre in lontananza, una lucertola curiosa ha fatto da spettatrice a questa lotta".

Nuova brochure 2008 per il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano


é stata pubblicata la brochure MY PARK 2008, contenente l’elenco completo di tutte le manifestazioni culturali che si svolgono nell’ambito del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. La pubblicazione sarà distribuita a partire da oggi, giovedì 7 agosto, in allegato al Magazine del Corriere della Sera. Il programma di distribuzione si completa con la pubblicazione prevista per venerdì 8 agosto, in allegato al Venerdì di Repubblica e alla rivista Panorama. La brochure conterrà oltre 350 eventi che si svolgeranno da luglio a dicembre 2008. Avrà una tiratura di 250.000 copie e riguarderà eventi di letteratura, musica, arti visive, danza, teatro, filosofia, gastronomia, artigianato e tradizioni locali, feste religiose, natura. Le Brochure saranno distribuite capillarmente a livello locale presso tutti i comuni, durante gli oltre 350 eventi indicati nel calendario. In Campania la pubblicazione sarà in allegato al quotidiano Il Mattino.Questa importante iniziativa è realizzata in via sperimentale, grazie alla collaborazione di diversi operatori culturali del territorio per la raccolta delle notizie.

Arriva nel Parco del cilento il servizio di trasporto eco-compatibile a chiamata

Ha avuto luogo, lunedì 4 agosto, presso la sede della Provincia di Salerno, la presentazione di “ParkoBus - lascia l'auto & chiama il bus”, il servizio di trasporto eco-compatibile a chiamata nel territorio del parco. Il servizio, già attivato sul territorio della comunità montana del Bussento, interesserà, in tutto o in parte, i comuni di Alfano, Ascea, Camerota, Celle di Bulgheria, Centola, Cuccaro Vetere, Futani, Laurito, Montano Antilia, Pisciotta, Roccagloriosa, Rofrano, San Giovanni a Piro e San Mauro la Bruca. Il collegamento sarà prolungato anche alla cittadina di Vallo della Lucania, importante punto di riferimento del territorio per la presenza di uffici pubblici, del polo ospedaliero e di quello scolastico, nonché del presidio giudiziario. Il Progetto prevede l'utilizzo di mini bus moderni, a basso impatto ambientale, e ben attrezzati. Gli orari sono dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00 per il territorio della comunità montana Lambro e Mingardo e dalle ore 8,00 alle 20,00 per il territorio della comunità montana del Bussento.Per usufruire del servizio di trasporto basta comporre il numero verde gratuito: 800736737. Il call center, attivo dalle ore 8,00 alle ore 19,45, dal lunedì al sabato, riceverà le prenotazioni e smisterà le chiamate.

mercoledì 6 agosto 2008


Fervono i lavori per il Piano del Parco Regionale dei Monti Picentini. Abbiamo chiesto al presidente del Parco, dott. Sabino Aquino, di raccontarci cosa sta accadendo.
“Il Piano di Sviluppo Socio-Economico del Parco Regionale dei Monti Picentini sperimenta il metodo della programmazione in una logica orientata a cogliere ed esaltare le sinergie tra le potenzialità delle risorse ambientali naturali e storiche, sociali ed economiche del contesto del comprensorio, come tra le politiche per lo sviluppo sostenibile. Negli anni Ottanta, ha cominciato ad affermarsi l’idea che i Parchi non debbano essere concepiti quali territori oggetti di mera tutela ambientale quanto essere inseriti in un discorso strategico più ampio, capace di integrare politiche di vincolo a politiche di spesa. Tale idea si è concretizzata in un nuovo indirizzo politico che ha ispirato la Legge Quadro 394/91 la quale concepisce il Parco come espressione di strategie di gestione e di valorizzazione, coinvolgenti le istituzioni locali e tali da raccogliere il necessario consenso pubblico, locale e nazionale, senza rinunciare all’efficacia gestionale. Si tratta di avviare un concreto processo di programmazione interattiva tra territorio ed enti di programmazione, che coinvolge e necessita dell’attiva cooperazione degli enti territoriali interessati. Tale processo richiede una presa di coscienza e la partecipazione responsabile nonché l’integrazione tra indirizzi politici centrali e obiettivi di valorizzazione delle risorse locali, in un’ottica di sviluppo sostenibile. In tale contesto, nella stesura ed elaborazione del Piano, si dovrà avere la partecipazione delle istituzioni pubbliche e private attive in tutti i settori della vita sociale, culturale e produttiva, chiamate ad una nutrita serie di consultazioni finalizzate all’ascolto delle istanze, da parte del Gruppo di studio, e ad una autentica e proficua interlocuzione con i protagonisti. Il Piano dovrà anche esplicare una valida premessa al Piano Territoriale Regionale, in corso di approvazione presso gli organi Regionali, risolvendo un’istanza politica avvertita dalle Amministrazioni degli enti territoriali appartenenti al Parco. Ciò equivale a una necessità di fondare su una solida e affidabile base di studi e programmi nella sfera socio-economica, il processo di pianificazione del territorio. Il Piano Socio-Economico dovrà pervenire, con la ricca analisi ambientale, ad un quadro unitario di riferimento strategico per la tutela ambientale e lo sviluppo territoriale, configurandosi quale strumento di “messa a sistema” dei molteplici programmi delle istituzioni e degli strumenti che esprimono la coalizione pubblico-privata in taluni, significativi, casi di intervento sul territorio”.
I “pesci rossi” da attrazione per i bambini a ricercati pesci da allevamento casalingo.



E’ nel ricordo della nostra infanzia, l’andare alle giostre e vincere come premio o acquistare quelle bustine trasparenti contenenti acqua e due o tre pesciolini rossi, tornare a casa, riporli nell’ampolla di vetro e alimentarli secondo le scarne informazioni ricevute dal rivenditore per poi accorgerci che dopo pochi giorni i nostri pesciolini erano morti senza che neanche sapessimo il perché. Ad oggi, come racconta Gentile Gerardo, esperto autodidatta, la situazione è cambiata e la crescente attenzione per i pesci rossi ha portato molti curiosi ad appassionarsi ed a costruire degli acquari prettamente adatti all’allevamento di questi particolari e sottovalutati animali acquatici. Egli stesso si è dedicato all’allevamento ed alla riproduzione di questa specie di pesci e non trovando materiale informativo da cui trarre semplici e chiare indicazioni, ha osservato e studiato l’evolversi dei suoi acquari ed ha scritto le proprie esperienze, redigendo un manuale semplice, pratico e chiaro diretto agli appassionati e curiosi dal quale ha tratto il vademecum che ha titolato “Allevare e riprodurre al meglio il “carassius auratus” (pesce rosso)” che gentilmente mi ha concesso per la pubblicazione e che riporto sinteticamente di seguito. L’autore scrive: “Osservando questi semplici accorgimenti i “carassius auratus” possono vivere, anche, oltre 15 anni ed avrai la probabilità di vedere persino dei piccoli nati.”1) Vasca.La vasca contenitore, generalmente chiamata acquario, deve essere di forma quadrata, preferibilmente più larga che alta di grandezza variabile a seconda della quantità di pesci da contenere: calcolando 20 litri per ogni pesce rosso e 30 litri per le varietà “shubunkin” e “cometa sarasa”. Da arredare minimamente, evitando di mettere rocce aguzze e spigoli vivi tipo radici acuminate che potrebbero rovinosamente ferire i pesci rossi "non campioni di nuoto acrobatico", dove le piante possono tranquillamente (essendo pesci litofagi se le mangiano tranne l’“echinodorus, anubias” e la “vallisneria” con foglie coriacee) essere sostituite da un aeratore che ossigena l’acqua e produce il flusso di bollicine dal quale i pesci rossi adorano farsi trasportare.2) Acqua.L’acqua che rappresenta il mondo dei pesci deve essere “bio-condizionata”, ovvero è necessario mettere un bio-condizionatore, nell’ acqua potabile fresca di rubinetto, che annulla gli effetti nocivi del cloro, lega i metalli pesanti e rinforza la mucosa dei pesci rossi, aumentando le difese contro micosi (malattia prodotta da funghi patogeni) e batteriosi (malattia delle piante causata da batteri). L’acqua deve essere cambiata ogni settimana in misura del 15% del totale e deve avere la stessa temperatura di quella da cambiare (importante!); valori ideali: temperatura a 24 gradi °C, PH =7/7,5; dgh 8/18; KH 6/14; NO3 meno di 20.3) Filtro.Il filtro deve essere interno a vari scomparti. Quello ideale deve avere le seguenti caratteristiche: "entrata acqua - sera biofibre -spugna - lana di perlon - buona dose di cannolicchi - eventualmente carbone in sacchetti - pompa 400 l/h x 100 litri di acqua - uscita acqua.”4) Accorgimenti vari per ottimizzare l’allevamento:- i pesci rossi, essendo particolarmente socievoli e soffrendo la solitudine, amano stare in gruppi da di 5 o 6 esemplari, pertanto mai lasciarli da soli e, comunque, non metterli insieme ai pesci tropicali per svariati motivi tra i quali i diversi valori dell’acqua;- pulire spesso il fondo, in quanto i pesci rossi producono tanti escrementi che si posano sullo stesso fondo sul quale di notte poi dormono e pertanto sono soggetti a diverse patologie;- il ghiaino deve essere policromo di fiume, arrotondato e di granulometria media 3/5 millimetri per evitare che quando lo aspirano (è una loro caratteristica) si possano ferire la bocca;- alimentare 2 volte al giorno con cibo tipo scaglie o granulare (marca SERA, TETRA, JBL, ASKOLL) da integrare 2 volte la settimana con pezzetti di zucchine cotte e piselli fini, sbucciati e schiacciati tra le dita. Poiché questa tipologia di pesci ha gli organi interni ravvicinati ed è soggetta a diverse costipazioni ed a infezioni alla vescica natatoria è fondamentale prevenirle dandogli i vegetali (piselli fini, mais, carote, zucchina cotta in pezzetti, meglio se ottimo spezzettato e frullato con la buccia lavata accuratamente) a pezzetti.- Compatibilità tra i vari tipi di pesci rossi:a) Testa di leone (lion head), chiccho di riso (pearl scale), ranchu (eggs fish);b) Shubunkin, cometa sarasa, pesce rosso normale, veiltail;c) Blackmoore, orifiamma, oranda calico, ryukin, telescopici.Per approfondimenti, curiosità e domande potete contattare Gerardo Gentile su “Yahoo Italia Answers” oppure scrivere alla email chiromante@yahoo.it.


Tratto dal blog di:

Piscicelli Vincenzo.



domenica 3 agosto 2008

Notte delle stelle cadenti all'Oasi WWF del Bosco di San Silvestro


Domenica 10 agosto, alle ore 21, si potrà prendere parte alla passeggiata notturna nell'Oasi WWF di Bosco San Silvestro. Le guide dell’Oasi accompagneranno i visitatori, per raggiungere la radura grande dove ci si stenderà sul prato, che emana un intenso profumo di menta, per osservare le stelle ed esprimere i propri desideri. E’ necessario, quindi, portarsi un tappetino o uno stuoino e una piccola torcia, indossando abbigliamento sportivo o comunque comodo.
Al ritorno al cortile borbonico del Real Casino di S. Silvestro si potranno degustare, al fresco e comodamente seduti, “una forchettata” di spaghetti ,tarallini e falanghina fresca del Taburno.
Per la serata è previsto un brindisi con lo spumante accompagnato da biscotti al miele dell’Oasi. Per i bambini e gli astemi bevande e succhi di frutta. Saranno presenti le aziende biologiche “La Dispensa” con formaggi ovini e caprini e “Kales” con il premiato olio extravergine d’oliva, vino e frutta, pronte a farci assaggiare i loro prodotti.

N.B.
Questa visita notturna è a numero chiuso; è necessario prenotarsi entro e non oltre venerdì 8 e, in ogni caso, appena raggiunto il numero massimo previsto, non si accetteranno ulteriori prenotazioni.
Recapiti: Tel. 329-1003809, 347-7974488, 0823/361300, Fax 0823/446110
E-mail laghiandaia.wwf@libero.it
Costi: Adulti euro 15,00
Gruppo famiglia 12,00 per ciascun componente
Soci WWF euro 8,00

sabato 2 agosto 2008

Novità dal Parco del Cilento...

Nel mese di giugno di quest’anno è stato avviato uno studio per quantificare la presenza del gatto selvatico e della martora negli habitat forestali del territorio del parco, allo scopo di definirne le preferenze ambientali e mappare la distribuzione potenziale e di idoneità ambientale. Il gatto selvatico (Felis silvestris) e la martora (Martes martes), sono mammiferi carnivori di medie dimensioni, considerate specie rappresentative degli ambienti forestali, di elevato valore conservazionistico ed elencati rispettivamente negli allegati IV e V della Direttiva Habitat (92/43/CE). Pur essendo annoverate tra la fauna presente nell’area protetta, non si conosce lo stato di conservazione di queste due specie estremamente elusive. La tecnica di rilevamento adottata utilizza fotocamere dotate di sensori ad infrarossi. Questo sistema ci permetterà di conoscere la presenza di queste due specie in funzione delle caratteristiche degli habitat frequentati. Lo studio di queste due specie può contribuire, efficacemente, alla gestione dei Siti d’Importanza Comunitaria.

Concorso fotografico "Memorial Mario Milone"

Il Parco in collaborazione con L’ASOIM (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale) e con l’AFNI (Associazione Fotografi Naturalisti Italiani) bandisce un concorso fotografico per ricordare la figura e l’opera del compianto professore Mario Milone, fondatore dell’ASOIM e consigliere dell’Ente parco. Il concorso, articolato in due sezioni, avente i seguenti temi: animali selvatici, flora e vegetazione del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, vuole promuovere la visita, da parte di fotografi professionisti e dilettanti e di tutti gli amanti della natura, delle aree più selvagge e di grande valore naturalistico dell’area protetta. Il termine per l’invio delle fotografie è fissato per il 15 ottobre 2008. Per le modalità di partecipazione e di invio visionare il regolamento e la scheda di partecipazione scaricabili dal sito web: www.cilentoediano.it e www.asoim.org. Per informazioni: danila.mastronardi@tin.it.
Non posso non riportare questa notizia in quanto sono stata anch'io, nel mio percorso universitario, alunna del professore Mario Milone.