venerdì 8 agosto 2008

Nuovo allarme lanciato dalle Guardie dell'Associazione Nazionale libera Caccia


Si intensifica il lavoro di vigilanza da parte delle Guardie dell’Associazione Nazionale Libera Caccia- circolo comunale di Eboli. Segnalazioni di privati hanno portato il presidente dell’associazione Gerardo Campagna e la sua squadra a fare dei sopralluoghi dai risultati allarmanti.
Presidente Campagna, ci può raccontare cosa avete scoperto?
“A seguito di segnalazioni di privati, ci siamo trovati di fronte a due situazioni dall’impatto ambientale molto forte. Sulla fascia costiera che da Foce Sele arriva a Agropoli è stata rilevata un’enorme fascia nera di petrolio che costeggia la riva del mare. Abbiamo chiamato la capitaneria di porto e fatto i primi rilievi fotografici. La capitaneria di porto sta provvedendo a delle analisi più approfondite per porre rimedio a questo principio di catastrofe ambientale”.
Da dove potrebbe derivare questo petrolio e quali sono le conseguenze che ne possono derivare?

“Molto probabilmente è stata lavata a mare qualche cisterna contenente petrolio. Il petrolio ottura i pori della pelle. Può causare gravi danni agli abitanti dell’ambiente marino o a uccelli come i gabbiani; può, nella migliore delle ipotesi, causare irritazione alla pelle o arrecare danni ancora più gravi. L’acqua inquinata può essere involontariamente ingerita dai bambini che giocano in riva al mare. Non è questa l’unica situazione che ci sta vedendo impegnati in quest’ultimo periodo. Continuando i nostri sopralluoghi stiamo rilevando altre discariche abusive. L’ultima l’abbiamo rinvenuta nei pressi del ponte Sele, dove oltre all’umido e all’amianto abbiamo trovato resti di animali morti ,quali bufaline. Capita che quando nascono vitelli maschi, visto che non sono riproduttivi , vengono spersi e lasciati morire di fame o che si ammalino nei primi anni di vita per cause di varia natura, quali la presenza di parassiti intestinali o un’errata preparazione del latte o una conduzione sbagliata dell’allevamento. Gli animali che vengono buttati in questi luoghi sono vettori di malattie e il percolato che deriva da queste discariche si riversa nel fiume Sele andando a irrigare i campi e quindi a compromettere, in tempi lunghi, la genuinità dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole. Questa situazione è pericolosa anche per la lontra che stiamo monitorando e che un tempo si osservava solo presso la diga dell’Oasi del WWF di Persano, ma che ora sembra essersi spostata di qualche chilometro. Quello che come associazione Libera Caccia non ci riusciamo a spiegare è perché , quando dei cittadini come gli abitanti di Matiano chiedono al Comune un camion per pulire le loro zone dai rifiuti subito vengono bene accolti, mentre noi, associazione che lavora da anni sul territorio e a tutela di esso non veniamo presi in considerazione. Sono mesi che segnaliamo la situazione in cui si trova da mesi l’area situata in località Pariti, a ridosso dell’Oasi WWF di Persano. L’area è ricoperta da cumuli di rifiuti di varia natura in quantità sempre crescente, fra cui sostanze tossiche come le tavole di amianto e sostanze pericolose per la zona perché altamente infiammabili a temperature non eccessivamente elevate come il dimetoato, oltre a carcasse di animali morti e scarichi di ditte. Anche se non riusciamo a trovare una risposta a questa domanda, continueremo il nostro servizio di vigilanza anche perché le segnalazioni dei cittadini sono assidue e insistenti. Invitiamo chi volesse collaborare attivamente con noi a contattarmi al numero di cellulare 3683326853n o a inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica liberacacciaeboli@hotmail.it ”.

1 commento:

Luigi Morsello ha detto...

Direbbero in Toscana: Maremma boiarella, che razzza di casino ! Davvero siamo a tal punto di degrado ? Anch'io ho visto una fascia scura, che altri hanno attribuito a banchi di pesce.
Sarà, mi dicevo io.
Infatti, non era vero !