Visualizzazione post con etichetta Campo antibracconaggio 2008. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Campo antibracconaggio 2008. Mostra tutti i post

martedì 22 luglio 2008

Operazione Foce Sele

Si è svolta venerdì notte, 11 luglio 2008, l’operazione Foce Sele condotta dal nucleo guardie ambientali del WWF congiuntamente all’associazione ANPANA. L’operazione ha riguardato l’arresto di pescatori di frodo che agivano di notte, indisturbati, in località Foce Sele. L’intervento è nato grazie alle segnalazioni ricevute da numerosi pescatori sportivi. “La pesca in località Foce Sele è consentita solo con canna semplice e con regolare licenza, ci racconta comandante del nucleo provinciale delle guardie del WWF Fabrizio Lullo. Venerdi notte, dalle ore 21:00 alle ore 24:00, come previsto, abbiamo trovato questi signori che praticavano pesca di frodo dalle loro imbarcazioni con reti di dimensioni enormi nelle quali finivano pesci di ogni taglia. Purtroppo per un problema alla barca che ci è stata data in dotazione non è stato possibile verbalizzare tutte le persone che hanno commesso l’illecito. Siamo riusciti a fermare un pescatore che aveva posizionato una rete lunga circa 400 metri con dentro una ingente quantità di pesci. I nostri agenti, dopo aver accertato l’illecito, hanno proceduto al sequestro dei mezzi illeciti usati per la pesca. Sono state elevate numerose sanzioni amministrative per pesca senza licenza e per pesca con mezzi non consentiti, per aver superato la quantità di pesce pescabile in una uscita. Numerosi pescatori di frodo, alla vista degli agenti, si son dati rapidamente alla fuga commettendo un illecito penale: non si sono fermati nonostante l’invito a fermarsi da parte delle guardie ben riconoscibili per la divisa e si qualificassero secondo modalità di rito, hanno avuto il rifiuto a fornire le generalità e si son dati alla fuga. Per reati come il rifiuto a dare le proprie generalità e far resistenza a pubblico ufficiale. In virtù dei numerosi pescatori notati, l’attività di controllo proseguirà. Il pesce che abbiamo sequestrato è stato donato alla struttura Opera di Maria Vergine Madre di Oliveto Citra. Intensificheremo i controlli nel Parco Nazionale del Cilento perché abbiamo avuto numerose segnalazioni riguardanti cacciatori di cinghiali”.

mercoledì 25 giugno 2008

Azione antibracconaggio nel Parco dei Monti Lattari



Proseguono le operazioni antibracconaggio delle guardie giurate del WWF nucleo di Salerno. Congiuntamente alle guardie venatorie dell’ITALCACCIA, nella tarda serata di lunedì 23 giugno hanno fermato a Nocera due bracconieri nel Parco dei Monti Lattari e sono stati coinvolti in un’operazione che si è rivelata molto particolare. Le guardie avevano avuto segnalazioni da parte di privati che lamentavano l’esercizio nel Nocerino della caccia in orario notturno da parte di bracconieri impegnati a catturare nelle zone di Nocera cinghiali e animali selvatici in aree protette, come l’area Parco, e in periodo di chiusura generale della caccia che è possibile dalla seconda domenica di settembre al 31 di gennaio. I bracconieri creano pozze d’acque artificiali circondate da cibo, per attirare i cinghiali e poterli poi sparare nascosti a distanza di tiro. I bracconieri, in questa loro attività commettono il reato di introdurre armi all’interno del Parco, violando la legge che proibisce l’introduzione di armi come il fucile da caccia nei parchi. L’appostamento avvenuto lunedì è durato tre ore circa, dalle sei del pomeriggio alle nove della sera. Quando gli agenti stavano per abbandonare il campo hanno visto giungere in lontananza, come dicevano le segnalazioni, una macchina con a bordo due persone, risultati bracconieri. Dopo essersi qualificati, gli agenti hanno chiesto ai due di fornire le generalità. Questi in un primo momento hanno opposto resistenza, rifiutandosi di fornire documenti di riconoscimento. In un secondo momento il più temerario dei due, dopo aver imbracciato il fucile, ha iniziato a minacciare gli agenti operanti. Viste le continue resistenze da parte dei due a dare un documento di riconoscimento, le guardie del WWF si sono viste costrette a chiedere l’appoggio di una pattuglia dei carabinieri. Capita la gravità della situazione, uno dei due ha recuperato l’arma nell’autovettura e ha minacciato le guardie intimando agli agenti di allontanasi “ho un’arma, andatevene”. Non ottenendo i risultati sperati, il bracconiere si è dato alla fuga sprezzante dei continui inviti a fermarsi da parte degli agenti. “La fuga in questi casi non serve ad evitare una denuncia — ci spiega il dott. Mario Monoliti, Coordinatore Regionale Guardie Giurate WWF— e il bracconiere, persona appassionata di caccia, non evita certamente in questo modo di perdere il porto d’armi; molti, infatti, tendono a occultare il corpo del reato, perché un fucile ha un codice che fa risalire al proprietario e cercano di far passare l’arma per un bastone o un banale pezzo di legno. L’epilogo della vicenda è stato che il bracconiere rimasto sul posto ha ricevuto una telefonata dall’amico che, rimasto ferito per aver fatto un volo da uno strapiombo di 40 metri senza mai perdere da mano il fucile, si è salvato grazie alla presenza di un albero riportando rotture alle braccia e ad una gamba oltre a lesioni in varie parti del corpo. Per trarre in salvo l’uomo sono intervenuti i vigili del fuoco che attraverso attrezzature particolari hanno lavorato fino alle tre del mattino ed hanno poi lasciato l’uomo alle cure dell’ambulanza chiamata sul posto. La fortuna dell’uomo è stata che, in seguito al volo, non è svenuto ed è riuscito a telefonare l’amico per chiedere aiuto. Una volta rimessosi il fuggitivo sarà comunque denunciato per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, introduzione di armi in aree protette, esercizio della caccia in periodo di chiusura generale e rifiuto di dare generalità, una circostanza aggravata anche dal fatto che in molti dei presenti accorsi a seguito dell'incidente, hanno più volte accusato gli agenti di essere i responsabili di quanto accaduto, quasi fosse normale andare a caccia in periodo di divieto generale ed in un'area parco. Questa situazione evidenzia con estrema drammaticità i rischi a cui sono quotidianamente esposti gli agenti che operano per la prevenzione e la repressione dei reati in materia di caccia. Questo triste episodio, insieme a quelli più recenti di Positano, Campagna oltre quelli verificatisi in pieno Parco del Cilento, evidenziano sempre più come queste aree di particolare pregio e valenza ambientale oltre che faunistica e turistica, siano sempre più spesso in balia di poche persone per le quali non esiste alcuna legge o regola e che con il loro modo di fare coinvolgono loro malgrado tanti altri cacciatori rispettosi delle leggi che regolamentano il prelievo venatorio. A seguito di questo ennesimo episodio sarà presentata una specifica richiesta ai Presidenti degli Enti Parco, al Questore ed al Prefetto, affinché sia garantita una maggiore azione di controllo al fenomeno del bracconaggio, un fenomeno illecito troppo spesso tollerato. Il WWF continuerà la propria azione di tutela e salvaguardia, cercando di evadere tutte le segnalazioni che perverranno ai propri uffici ma anche attraverso un più capillare e costante controllo del territorio ”.
publicato sul quotidiano "Cronache DEL MEZZOGIORNO" il 26 giugno 2008
"inaccia guardie forestali con fucile: braccoiere nei guai"

martedì 20 maggio 2008

Puglietta: campo nazionale antibracconaggio riuscito con successo.




Si è concluso con l’operazione di repressione antibracconaggio di domenica 18 maggio 2008, alle prime luci dell’alba, il campo iniziato il 13 aprile in provincia di Salerno e di Napoli, che prevede un’azione antibracconaggio dei controlli ambientali con le guardie giurate del WWF provenienti da tutta Italia.
Abbiamo chiesto al comandante del nucleo provinciale delle guardie del WWF Fabrizio Lullo, di parlarci dell’ operazione che è stata portata avanti domenica.
“In quest’ultimo campo è avvenuta una vasta operazione di repressione del bracconaggio in una delle zone più a rischio della provincia di Salerno, San Marzano. L’operazione che ha visto impegnate 23 guardie giurate del nucleo di Salerno, i Carabinieri di Sarno e i vigili urbani di Scafati, ha consentito di ispezionare quattro pertinenze poiché avanti ad ognuna di esse vi erano gabbiette e voliere contenenti fauna particolarmente protetta. Sono state denunciate a piede libero cinque persone per esercizio della caccia con mezzi vietati; in particolare: per il reato di uccellagione, detenzione di specie protette e per caccia con mezzi non consentiti. Sono stati inoltre sequestrati tre richiami acustici per quaglie, 227 cartucce calibro 12, 13 reti da cattura a volo, 11 gabbie trappola, 22 archetti e 94 esemplari quasi tutti appartenenti a specie protette. Sono stati scoperti due depositi di rifiuti speciali non pericolosi su una superficie di circa 4000 metri quadri contenenti inerti di origine edilizia e autovetture abbandonate senza targa; è stato inoltre scoperto che degli scarichi industriali venivano sversati nelle campagne di San Marzano. Da notare che catturando uccelli protetti come la quaglia, si violano la legge 157 del 1992 e la convenzione di Berna”.
Abbiamo chiesto al coordinatore regionale delle guardie del WWF Maurizio Monoliti, di fare un resoconto del campo antibracconaggio che si è svolto dal 15 aprile 2008 al 18 maggio 2008 con sede a Campagna, con precisione a Puglietta.
“In questo campo antibracconaggio che è iniziato il 13 aprile 2008 e di durata di un mese, svolto nell’Agro nocerino sarnese, Scafati e in particolare San Valentino Torio si è avuto il sequestro di circa 200 esemplari di fauna protetta e particolarmente protetta sequestrata e liberata; 4 fucili da caccia, un’arma clandestina; 16 reti da uccellagione; 15 gabbie trappola; 100 lacci per cattura di ungulati; 350 cartucce, 30 richiama acustici, 8 sequestri per reati ambientali quali abbandono di rifiuti, traffico di rifiuti, scarichi, discariche ecc. sono state denunciate quindici persone all’autorità giudiziaria. Da sottolineare che sono stati sequestrati sette richiami in una sola notte e sono stati trovati tre fucili non dichiarati oltre a esemplari di fauna particolarmente protetta”.
Maurizio Monoliti, con questa operazione svoltasi fra sabato notte e le prime luci dell’alba si conclude quindi il vostro campo?
“Ufficialmente si, ma posso affermare che lo prolungheremo visto che abbiamo ricevuto numerose segnalazioni fatte da cittadini riguardanti la detenzione di specie animali protette e bracconaggio soprattutto nelle aree protette. Continueremo ad agire al fine di individuare e reprimere tale fenomeno lavorando in collaborazione con le autorità competenti. Ringrazio le forze dell’ordine che hanno collaborato e ci hanno sostenuto nelle operazioni svolte e ringrazio il sindaco di Campagna, professor Biagio Luongo, per averci messo a disposizione in campo di Puglietta come primo luogo di accoglienza per le specie animali che verranno rieducate e rimesse in libertà”.
Pubblicato: lunedi, 5 maggio 2008
Campo antibracconaggio 2008: salvate in una sola notte ottanta specie di uccelli

Si stanno svolgendo, in questi giorni, operazioni di maxi sequestro di uccelli di varie specie nel salernitano e nel napoletano portati al campo nazionale di Puglietta da parte delle guardie del WWF in collaborazione con le forze dell’ordine. Le zone interessate, in particolare, sono il Parco Regionale dei Monti Picentini, il Parco Regionale dei Monti Lattari, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e il Parco Regionale del fiume Sele.
Abbiamo chiesto a Fabrizio Lullo, comandante del nucleo provinciale delle guardie del WWF, di parlarci delle operazioni che stanno portando avanti in questi giorni.
“Stiamo effettuando dallo scorso 13 aprile, in provincia di Salerno e di Napoli, dei controlli ambientali con nostre guardie provenienti da tutta Italia. Questi controlli li stiamo svolgendo in collaborazione con le forze dell’ordine. Stiamo ottenendo ottimi risultati. Abbiamo sequestrato un’area con numerosi autoveicoli abbandonati, una discarica abusiva, numerosi mezzi da caccia vietati, trenta richiami acustici, quattro reti per uccellagione, numerose gabbie a scatto e duecento lacci per la cattura degli ungulati che spesso causano la morte di cervi, caprioli e animali domestici. Il primo giorno di questa operazione antibracconaggio, il 13 aprile, è stato avvistato un cervo legato a un palo con un laccio al collo che, dopo esser riuscito a sradicare il palo si aggira con questo fardello per Magliano Vetere, nel Parco del Cilento, e che ancora non siamo riusciti ad avvicinare e liberare. Questi sono metodi che procurano una grande sofferenza per gli animali che rimangono intrappolati e costretti a una morte senza cibo e senza acqua. Abbiamo effettuato un sequestro di un’arma clandestina di provenienza furtiva, di tre fucili non dichiarati e un sequestro con successiva liberazione di avifauna protetta e in particolare di un gheppio, alcuni cardellini, fringuelli, verzellini e specie di uccelli nei cui confronti la caccia è consentita solo in periodi stabiliti dal calendario venatorio quali quaglie, tordi, allodole e merli. I cardellini, in particolare, vengono venduti sul mercato nero a prezzi che vanno dai dieci euro agli ottocento in base al canto. Più cantano e più costano. Gravissimo è il modo che usano per catturarli: li troviamo purtroppo spesso accecati dai bracconieri perché così cantano in maniera soddisfacente e sono di conseguenza un buon richiamo anche più che un canto lo definirei un pianto”.
Ci parli dell’ operazione che avete compiuto ieri.
“L’operazione di ieri, condotta in collaborazione con la stazione dei carabinieri di Scafati ed Angri, ha consentito di ispezionare tre pertinenze di civili abitazioni in cui sono state rinvenute circa ottanta uccelli di varie specie. L’operazione si è svolta dalle tre del mattino alle 22:30 della sera. I tempi sono stati più lunghi del previsto e non ci ha permesso di ispezionare altre quattro pertinenze. A seguito dell’operazione sono scattate contro tre persone denunce per uccellagione, esercizio della caccia con mezzi vietati e in periodi di assoluto divieto e denunce per detenzione di fauna particolarmente protetta. Voglio concludere affermando che sono in corso numerose indagini della polizia giudiziaria per risalire ai responsabili di tali atti criminosi ”.



guardie giurate del WWF e Antonio Lullo

Abbiamo chiesto a Giovanni Centola e a Vincenzo Armenante, presidente e vicepresidente sezione valle del Sele cosa pensano del maxi sequestro avvenuto a Scafati.
“Ogni anno si svolgono questi campi antibracconaggio- ha affermato Giovanni Centola- e quest’anno la sede è stata a Campagna, a Puglietta con precisione. Sono guardie che vengono da ogni parte d’Italia e che svolgono attività antibracconaggio. Nell’ambito di queste attività sono state fatte dei sequestri di uccelli di specie protetta in genere cardellini, verdoni, merli. Gli uccelli sequestrati nell’area di Scafati sono in un certo senso fortunati perché sono scampati alla morte. Grazie a questa azione verranno messi in libertà dopo esser stati rieducati. Purtroppo quest’attività di bracconaggio continua ancora, nonostante le campagne per far sapere le sofferenze a cui vengono sottoposti questi animali e nonostante ci siano molti controlli sulle vendite e nei negozi. Spesso questi animali vengono venduti a privati che ne ignorano la provenienza o che fanno finta di non conoscerla; testimonianza questa di abitudini che tardano a sradicarsi”.
Vi sareste aspettati in una sola giornata la cattura di circa ottanta uccelli?
“Più che aspettarsi un sequestro del genere, ci si augura che non si verifichi mai niente di simile. Si dovrebbero vergognare le persone che prendono questi animali e li tengono in casa o li vendono. E’ una vergogna perché con questa attività si porta all’estinzione della specie”.
Vincenzo Armenante , cosa pensa di queste operazioni che si stanno svolgendo in tutta Italia?
“Questi campi che per diversi anni si sono svolti a Ischia hanno dato ottimi risultati: il bracconaggio è stato ridotto moltissimo. Si è scelto ora di operare nelle nostre zone e i risultati non stanno tardando ad arrivare. Le guardie del WWF con l’ausilio delle forze dell’ordine si stanno impegnando a ridurre il bracconaggio nelle aree protette della zona. Questi campi sono un modo per far conoscere l’operatività concreta sul territorio che è presidiato anche dalla sezione Valle del Sele che è l’organo politico del territorio e dalla presenza delle oasi di Persano, del Polveracchio, di Valle della Caccia e di Bosco Camelie”.
Come vive questa situazione il WWF?
“Anche in questo caso il WWF, come può, si sostituisce o spesso collabora con gli enti di polizia giudiziaria che per legge sono preposte alla tutela del territorio e delle specie protette che vi vivono”.



Vincenzo Armenante e Giovanni Centola

Pubblicato: lunedi, 5 maggio 2008