Visualizzazione post con etichetta natura naturopatia e gusto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta natura naturopatia e gusto. Mostra tutti i post

domenica 23 novembre 2008

Natura, benessere, clima e... facebook!

Vincenzo Piscicelli con lo psicologo Raffaele Morelli

Cari amici,

non avete letto male! Su facebook è nato un gruppo "benessere psicosomatico" gestito dal mio compagno Vincenzo Piscicelli, sul quale ho lanciato il gruppo di discussione sul legame esistente tra il clima e il benessere psicosomatico. Aspetto fiumi di parole, opinioni e dritte per discutere insieme su questo e tanti altri temi che voi stessi potete proporre. Per spunti vi segnalo il blog di Vincenzo: http://piscicellivincenzo.myblog.it/

Per il resto, basta aggiungere uno di noi due ai contatti facebook, e poi accedere al gruppo di discussioni.

:-)

sabato 4 ottobre 2008

“Med Vinischia 2008 - Vino, mare e prodotti tipici campani”, il 4 e 5 ottobre ad Ischia.

Ad Ischia Porto sabato 4 e domenica 5 ottobre si svolgerà la manifestazione enogastronomica “Med Vinischia 2008– vino, mare e prodotti tipici campani” ideata dal patron Marco Starace. L’occasione permette al visitatore di gustare le migliori produzioni vitivinicole e le produzioni tipiche casearie di tutta la Campania e di visitare le campagne ischitane, luogo di produzione di molti prodotti di eccellenza, con l'eccezionale guida dei contadini locali. L’evento collegato con la manifestazione culinaria è la regata velica, legata a “Le vie del mare e del vino”, “Vinischia Cooking Cup”, dove saranno coinvolti gli skipper della Lega Navale ed i ragazzi dell’Istituto Alberghiero “Telese” di Ischia, che dovranno formare un team vincente per aggiudicarsi la ambita “Cooking Cup”. In quanto ad ogni imbarcazione, che si sarà iscritta a questo evento, sarà abbinato, mediante sorteggio, un vitigno autoctono Campano, e gli alunni dell’Istituto Alberghiero “Telese”, insieme ai propri professori di cucina e sala, dovranno studiare a fondo la storia dei vitigni assegnati e trovare i possibili abbinamenti con le pietanze che saranno, poi, preparate a bordo. Nel weekand ischitano c’è tempo per visitare il Museo Archeologico Villa Arbusto di Lacco Ameno, il giardino Botanico “La Martella di Forio d’Ischia” con piante tropicali e mediterranee uniche e lasciarsi coccolare dalle acque termali e dalle mani sapienti dei massaggiatori dei “Giardini Poseidon” (stabilimento termo-balneare con 30 piscine termali a differente temperatura). Per i più dinamici ed amanti del mare è imperdibile l’occasione di effettuare immersioni notturne negli spettacolari fondali marini dell’isola nelle pozze d’acqua calda nella Baia di Sorgeto. Programma del weekand. Sabato 4 ottobre presso la Tenuta Calitto della D’Ambra Vini, dopo una visita alla storica azienda, si terrà il “Laboratorio internazionale sulla degustazione del Vino” a cura dell’AIS Campania, dove si incontreranno i sommelier napoletani e quelli del Principato di Monaco per discutere sulle tecniche di degustazione. Per proseguire con la degustazione delle “bollicine” ai Giardini Arimei dei Fratelli Muratori e con la visita alle “Fosse dei Conigli” presso l’azienda Pietratorcia. All’imbrunire presso la sede della Lega Navale di Ischia si svolgerà la conferenza di presentazione della “Vinischia Cooking Cup” e dei piatti che saranno elaborati in gara con, a seguire, il Simposio sui vitigni autoctoni Campani a cura dell’AIS Campania, per dar modo a tutti, di avere una panoramica completa sui tesori della nostra tradizione locale. Al termine ci sarà il cocktail di apertura della manifestazione, organizzato dall’Aibes Ischia, dalla federazione Italiana Cuochi, dall'AIS, dall' Onaf e dal gruppo “Cilentiamoci”. Domenica 5 ottobre alle ore 9.30 partirà da Ischia Porto la “Vinischia Cooking Cup 2008” che interesserà lo spicchio di mare tra Ischia Porto, Castello Aragonese e Vivara. Al rientro ci sarà la presentazione dei piatti elaborati e la giuria valuterà il piatto, l’abbinamento con il vino e l’esposizione della pietanza più coinvolgente e completa: la sommatoria dei voti ai fornelli e sull’acqua decreterà il vincitore. Presso i saloni della Lega Navale sarà approntata un’area degustazione delle eccellenze campane con una panoramica sui “Formaggi Campani” a cura dell’Onaf di Napoli, che farà da cornice alla premiazione dell’equipaggio vincitore di questa “regata ai fornelli”. La manifestazione si concluderà presso il ristorante il Mosaico, dove, dopo una degustazione guidata su due tipologie di sigari a cura del Club Amici del Toscano, avverrà la consegna del premio AIS 2008 “Al miglior Narratore del Vino”. Questi eventi avranno come corollario la IV edizione di “Vinarte”, dove sarà protagonista la mostra fotografica “Diario di Napoli anni ‘60 di Guido Giovannini” e lo spettacolo “Les saveurs de la terre” proposto da Cilentiamoci.
articolo scritto da Piscicelli Vincenzo.

sabato 20 settembre 2008

Canosa di Puglia, un mix di bellezze naturali e prodotti culinari di qualità

Chi ama viaggiare ed è interessato a scoprire e confrontarsi con realtà e tradizioni sempre diverse, non può non visitare la bella cittadina di Canosa di Puglia, che sorge ad un paio di chilometri dalla sponda orientale del fiume Ofanto e ad una ventina di chilometri dal Mar Adriatico, su un territorio livellato, anticamera dell'Altopiano delle Murge. Il clima temperato regala agli abitanti stagioni miti, caratteristica che favorisce le varie produzioni agroalimentari e vitivinicole locali. Eccellente è la produzione di olio d'oliva extravergine di alta qualità per cui la cittadina rientra nel progetto "Strada dell'Olio Extra Vergine d'Oliva dop Castel del Monte" e dell'omonima Strada dei Vini. Dal punto di vista vitivinicolo. La Puglia è sempre stata conosciuta per l’elevata produttività di un vino dalla consistente struttura che veniva utilizzato per dare un po’ di acidità e carattere alle altre tipologie meno strutturate. E solo negli ultimi anni i produttori locali hanno rivalutato le proprie uve autoctone (Negroamaro, Primitivo ed Uva di Troia o Barlettana o Uva di Canosa o Uva della Marina) producendo vini di qualità. L'Uva di Troia, dal nome mitologico, è un uva rossa originaria dell'Asia Minore, portata in Puglia dai greci, che prima era utilizzata solo in assemblaggio ad altre uve nei vini a denominazione di origine controllata delle province di Bari e Foggia come il “Rosso Canosa DOC” chiamato anche Canusium e negli ultimi anni rivalutata e prodotta in purezza. L’occasione per apprezzare e far conoscere al grande pubblico, non solo la città di Canosa di Puglia (Bari) con i suoi siti archeologici e le spettacolari cave di tufo in grotta ma anche il nettare prodotto da questo vitigno è stato il primo concorso di vini da uva di Troia “Premio Campi Diomedei”. Le aziende in concorso sono state diciassette, dieci per i vini in purezza e nove con almeno il 50% con uve di Troia, le quali si sono sfidate nelle due rispettive categorie. Tra queste, merita una citazione particolare il “Nero di Troia”, prodotto dalla Cooperativa Agricola Tratturo Regio di Canosa di Puglia, che ha avuto la menzione di merito nella categoria “in purezza”. Il “Nero di Troia” è stato apprezzato in degustazione da solo e gustato in abbinamento con i taralli e la pizza povera (condita soltanto con olio extravergine di oliva, sale, pepe e cotta nel forno a legna) dai turisti nella manifestazione dedicata all'enogastronomia denominata “Le vie del Nero di Troia”. La degustazione del “Nero di Troia” di Tratturo Regio, Rosso IGT Puglia 100% uve nero di Troia gr. 13% anno 2006, prodotto dai vigneti dell'agro di Canosa, avvenuta nelle Grotte di tufo della Famiglia Leone, racconta di un vino dal color rosso rubino tendente al granato, con profumi intensi ed abbastanza persistenti dalle piacevoli note di frutti rossi giovani, che al palato risulta essere piacevolmente fresco, di corpo e sapido. Per gustarlo al meglio è importante scegliere i calici per vini rossi di corpo che ne permettono il giusto arieggiamento e la diffusione degli odori oltre che la giusta temperatura di servizio che deve essere di 16-18°. Questo vino è abbinabile ai prodotti tipici locali ed a preparazioni abbastanza strutturate, come salumi, piatti al ragù, carni varie e formaggi come pecorini stagionati e parmigiano reggiano di almeno 24 mesi. Eccezionale se versato in una brocca con le percoche (pesca tipica locale) tagliate a pezzi e lasciate macerare per qualche ora prima di essere bevuto. Ricordando che l’alcool e la velocità non sono mai buoni compagni di viaggio ed alla guida non bisogna distrarsi. Bere un calice di vino non fa male, basta farlo nei momenti e nei posti giusti e Canosa di Puglia con le sue campagne, gli ulivi secolari, i vigneti a tendone e l'ospitalità della popolazione locale è di certo il posto ideale dove soffermarsi qualche giorno ed apprezzare oltre che la bellezza dei luoghi con le meraviglie archeologiche anche la piacevolezza di un buon bicchiere di vino e dei prodotti culinari tipici. L'appuntamento è qui, in terra di Puglia, per le prossime manifestazioni eno-gastronomiche e culturali. Vincenzo Piscicelli (Sommelier AIS)

giovedì 14 agosto 2008

I fiori australiani un aiuto naturale al nostro benessere psicofisico.

Wahlenbergia nutabunda

La floriterapia è un sistema terapeutico molto usato dalla medicina olistica in tutto il mondo anche se in Italia, il più delle persone conosce in modo particolare solo “I fiori di Bach” (del medico inglese Edward Bach). In realtà i fiori utilizzati sono molti di più e provengono da diverse parti del mondo per lo più di territori in cui la natura è ancora selvaggia ed incontaminata. Tra questi per la loro efficacia vi sono i sessantotto fiori australiani scoperti dal naturopata Ian White (in Australia il titolo di naturopata è riconosciuto a livello accademico). Questi, dopo aver provato l’efficacia dei fiori di Bach, decise di dedicarsi allo studio dei fiori della propria terra, il “Bush”, la particolare boscaglia australiana di eucalipti piena di meravigliosi fiori dai colori sgargianti e dai profumi aromatici. Insieme ai suoi collaboratori terapeuti, individuò e preparò le essenze che erano attive su tutte le problematiche emozionali, psicologiche e su svariate manifestazioni psicosomatiche. Infatti egli dice che le “Essenze australian Bush flower” aiutano a far chiarezza nella vita di ognuno di noi, donano la forza, il coraggio e la volontà di seguire e realizzare i propri obiettivi e favoriscono lo sviluppo intuitivo, l’autostima e la creatività. Il dottore australiano considera le malattie ed i disturbi psicologici come un segnale di squilibrio interiore e le sue essenze “dei potenti catalizzatori” che aiutano le persone ad autoguarirsi e quindi capaci di far ritrovare l’equilibrio perso. Le “essenze” si ottengono, ponendo le corolle dei fiori (raccolte da piante che crescono spontaneamente nell’ultimo, ma più antico, continente scoperto dall’uomo e pertanto meno contaminato) in una ciotola di vetro piena di acqua di sorgente ed esponendola al sole per alcune ore . Rimossi i fiori, all’acqua rimasta viene aggiunta una pari quantità di brandy australiano che serve per conservare le proprietà energetiche dei fiori. Da questa preparazione si ottiene il concentrato di ogni singolo fiore che viene posto in commercio in una miscela composta da 7 gocce di preparazione, 2/3 di brandy e 1/3 di acqua pura conservati in una boccetta da 15 ml. L’utente può scegliere una o più essenze (massimo 4-5) in base allo stato d’animo del momento e le emozioni che sta vivendo. Se sceglie una sola essenza si utilizzano le predette boccette, più concentrate ed efficaci per risolvere una singola problematica ben individuata mentre se si scelgono più fiori si versano sette gocce di ogni essenza in una boccetta da 30 ml, riempita con ¼ di brandy e ¾ acqua pura, che vanno assunte in dosi di 7 gocce messe sotto la lingua la mattina al risveglio e la sera prima di dormire (la posologia può essere variata secondo le esigenze personali). Oppure si possono utilizzare le essenze di fiori australiani anche aggiunti a creme, gel, oli per massaggi (sette gocce di ciascun rimedio scelto) o semplicemente diluiti nell’acqua di un tiepido e rilassante bagno (15-20 gocce di ciascun rimedio scelto). La durata del trattamento varia a seconda della risposta individuale da pochi giorni a circa quattro settimane. Come per i fiori di Bach anche per questi non vi sono particolari controindicazioni per l’utilizzo, tranne che per un eventuale allergia all’alcol contenuto nel brandy (l’alcol può anche essere sostituito con l’utilizzo di sola acqua pura, l’importante è poi conservare la boccetta in frigorifero e la durata di scadenza è di solo due settimane), in quanto non esiste pericolo di effetti collaterali anche se in alcuni casi, all’inizio dell’utilizzo si può avere una momentanea accentuazione dei sintomi ma ciò non deve preoccupare perchè fa parte del processo di riequilibro energetico. In quanto i rimedi floreali non contengono alcuna molecola farmacologia attiva, non producono alcuna modificazione biochimica sul nostro organismo ed il loro effetto è dato dall’energia ad altissima frequenza che agisce per risonanza con il campo energetico umano, lavorando sugli stati emozionali negativi, sbloccando e riattivando la nostra innata forza di autoguarigione e favorendo e recuperando a poco a poco, il recupero dell’equilibrio e dell’armonia interiore. Per approfondire la conoscenza delle sessantotto “Essenze Australian Bush flowers” che rispondono singolarmente ad una particolare problematica, è opportuno leggere i libri:
Essenze floreali australiane - Bush Flower Essences per ritrovare serenità e benessere - Ian White - Tecniche Nuove;
I rimedi floreali australiani - Maria Elisa Campanini - Riza Scienze;
Il potere terapeutico dei fiori australiani - Ian White - Tecniche Nuove.

mercoledì 6 agosto 2008

I “pesci rossi” da attrazione per i bambini a ricercati pesci da allevamento casalingo.



E’ nel ricordo della nostra infanzia, l’andare alle giostre e vincere come premio o acquistare quelle bustine trasparenti contenenti acqua e due o tre pesciolini rossi, tornare a casa, riporli nell’ampolla di vetro e alimentarli secondo le scarne informazioni ricevute dal rivenditore per poi accorgerci che dopo pochi giorni i nostri pesciolini erano morti senza che neanche sapessimo il perché. Ad oggi, come racconta Gentile Gerardo, esperto autodidatta, la situazione è cambiata e la crescente attenzione per i pesci rossi ha portato molti curiosi ad appassionarsi ed a costruire degli acquari prettamente adatti all’allevamento di questi particolari e sottovalutati animali acquatici. Egli stesso si è dedicato all’allevamento ed alla riproduzione di questa specie di pesci e non trovando materiale informativo da cui trarre semplici e chiare indicazioni, ha osservato e studiato l’evolversi dei suoi acquari ed ha scritto le proprie esperienze, redigendo un manuale semplice, pratico e chiaro diretto agli appassionati e curiosi dal quale ha tratto il vademecum che ha titolato “Allevare e riprodurre al meglio il “carassius auratus” (pesce rosso)” che gentilmente mi ha concesso per la pubblicazione e che riporto sinteticamente di seguito. L’autore scrive: “Osservando questi semplici accorgimenti i “carassius auratus” possono vivere, anche, oltre 15 anni ed avrai la probabilità di vedere persino dei piccoli nati.”1) Vasca.La vasca contenitore, generalmente chiamata acquario, deve essere di forma quadrata, preferibilmente più larga che alta di grandezza variabile a seconda della quantità di pesci da contenere: calcolando 20 litri per ogni pesce rosso e 30 litri per le varietà “shubunkin” e “cometa sarasa”. Da arredare minimamente, evitando di mettere rocce aguzze e spigoli vivi tipo radici acuminate che potrebbero rovinosamente ferire i pesci rossi "non campioni di nuoto acrobatico", dove le piante possono tranquillamente (essendo pesci litofagi se le mangiano tranne l’“echinodorus, anubias” e la “vallisneria” con foglie coriacee) essere sostituite da un aeratore che ossigena l’acqua e produce il flusso di bollicine dal quale i pesci rossi adorano farsi trasportare.2) Acqua.L’acqua che rappresenta il mondo dei pesci deve essere “bio-condizionata”, ovvero è necessario mettere un bio-condizionatore, nell’ acqua potabile fresca di rubinetto, che annulla gli effetti nocivi del cloro, lega i metalli pesanti e rinforza la mucosa dei pesci rossi, aumentando le difese contro micosi (malattia prodotta da funghi patogeni) e batteriosi (malattia delle piante causata da batteri). L’acqua deve essere cambiata ogni settimana in misura del 15% del totale e deve avere la stessa temperatura di quella da cambiare (importante!); valori ideali: temperatura a 24 gradi °C, PH =7/7,5; dgh 8/18; KH 6/14; NO3 meno di 20.3) Filtro.Il filtro deve essere interno a vari scomparti. Quello ideale deve avere le seguenti caratteristiche: "entrata acqua - sera biofibre -spugna - lana di perlon - buona dose di cannolicchi - eventualmente carbone in sacchetti - pompa 400 l/h x 100 litri di acqua - uscita acqua.”4) Accorgimenti vari per ottimizzare l’allevamento:- i pesci rossi, essendo particolarmente socievoli e soffrendo la solitudine, amano stare in gruppi da di 5 o 6 esemplari, pertanto mai lasciarli da soli e, comunque, non metterli insieme ai pesci tropicali per svariati motivi tra i quali i diversi valori dell’acqua;- pulire spesso il fondo, in quanto i pesci rossi producono tanti escrementi che si posano sullo stesso fondo sul quale di notte poi dormono e pertanto sono soggetti a diverse patologie;- il ghiaino deve essere policromo di fiume, arrotondato e di granulometria media 3/5 millimetri per evitare che quando lo aspirano (è una loro caratteristica) si possano ferire la bocca;- alimentare 2 volte al giorno con cibo tipo scaglie o granulare (marca SERA, TETRA, JBL, ASKOLL) da integrare 2 volte la settimana con pezzetti di zucchine cotte e piselli fini, sbucciati e schiacciati tra le dita. Poiché questa tipologia di pesci ha gli organi interni ravvicinati ed è soggetta a diverse costipazioni ed a infezioni alla vescica natatoria è fondamentale prevenirle dandogli i vegetali (piselli fini, mais, carote, zucchina cotta in pezzetti, meglio se ottimo spezzettato e frullato con la buccia lavata accuratamente) a pezzetti.- Compatibilità tra i vari tipi di pesci rossi:a) Testa di leone (lion head), chiccho di riso (pearl scale), ranchu (eggs fish);b) Shubunkin, cometa sarasa, pesce rosso normale, veiltail;c) Blackmoore, orifiamma, oranda calico, ryukin, telescopici.Per approfondimenti, curiosità e domande potete contattare Gerardo Gentile su “Yahoo Italia Answers” oppure scrivere alla email chiromante@yahoo.it.


Tratto dal blog di:

Piscicelli Vincenzo.